Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Dehors fuorilegge su rumore: 'Anche se clienti muti, Comune cambi regole'

E' quanto chiede Confesercenti dopo aver fatto rilievi fonometrici che avrebbero appurato come si sforerebbe i decibel stabiliti per legge anche se i clienti dei locali non parlassero. L'Amministrazione comunale apre al dialogo

Marsalino, affissione provvedimento

Anche se i clienti stessero muti i dehors di un ristorante, pizzeria o pub risulterebbe fuori legge a Bologna. Così Confesercenti che torna ad incalzare l'Amministrazione Comunale affinche modifichi la regolamentazione circa le aree esterne dei locali. Soprattutto per quanto riguarda il limite di decibel consentiti, che sarebbe praticamente impossibile da rispettare.

"La prova provata - documenta Confesercenti - l'abbiamo eseguita circa due mesi fa, l’11 luglio scorso, in pieno centro storico in uno dei locali di punta e di qualità, il Marsalino, in via Marsale 13/d. Tramite i tecnici della Safety Ecotechnic sono stati eseguiti più volte dei rilievi fonometrici tra le persone che quella sera cenavano ai tavoli del dehors di questo locale. Ogni volta gli strumenti segnavano dati molto al di sopra dei 50 decibel consentiti dalle norme del Regolamento Acustico Comunale. E quando alle persone presenti è stato chiesto di stare in silenzio con un cerotto sulla bocca, sono stati rilevati 62 decibel. L’Arpa, addirittura, in una sua rilevazione all’una di notte, a locale chiuso, aveva fatto registrare 54 decibel. La situazione in via Marsala ha portato alla chiusura del dehors del Marsalino alle 22 di ogni sera con gravi ripercussioni sull’attività del locale che nelle prossime settimane si vedrà costretto a mettere a casa due delle dieci persone che impiega."

Quello del Marsalino sarebbe solo un caso emblematico, e dal quale si parte per chiedere al Comune una modifica del Regolamento Acustico Comunale. "La nostra proposta — afferma Loreno Rossi, direttore di Confesercenti Bologna — la porteremo direttamente a Matteo Lepore, Assessore comunale alle Attività produttive, nel pomeriggio del 9 settembre prossimo. Il nostro dovere è evitare che una situazione analoga a quella del Marsalino si ripeta ad una delle tante attività che operano nel centro storico”.

La proposta di Confesercenti. “Siccome il Comune ha delle deroghe sul regolamento del rumore — illustra Rossi — chiediamo di inserire tra queste deroghe anche i dehors nella fascia oraria tra le 22 e l’una di notte. Chiediamo che la normativa non venga applicata per i dehors e che si porti a 60 decibel il limite massimo e non a 50 come adesso e che, infine, non si applichi il differenziale. Queste deroghe si possono aplicare così come è stato fatto per le attività estive nel centro storico di Bologna e perchè sono state applicate anche per le attività della riviera emiliana romagnola”.


I guai del Marsalino risalgono all’inizio degli anni 2000. “Tra il 2011 e il 2012 — racconta il titolare Gabriele Ferri — ho installato degli ombrelloni, quindi ho insonorizzato il soffitto, cessato gli spettacoli di cabaret, assunto un addetto alla sicurezza, ridotto la potenza delle casse e nel 2013 ho proposto di ampliare il locale, visto che alcune di queste mie iniziative non erano state apprezzate dai vicini. Per tutta risposta nell’ottobre del 2013 mi è arrivata una diffida a non allargare e in tutto il 2013 ho ricevuto 24 controlli da Vigili urbani, Guardia di finanza, Ausl, eccetera. Risultato: solo due verbali perchè c’erano sette persone in piedi sul marciapiedi che passavano. Niente schiamazzi. La sera del 9 maggio del 2014 è arrivato il controllo Arpa che dal 30 maggio ha prodotto la sospensione del dehors dalle ore 22 alle 6 di mattina. A nulla sono valse le mie proposte ai 3-4 vicini contestatori, sui 74 della zona. Mi è stato un periodo di prova dal 10 luglio al 10 agosto. È allora che sono stati fatti i rilievi con i clienti incerottanti, ed è allora che ho ridotto gli orari di apertura del dehors e del locale. Oggi mi trovo costretto a mettere a casa due persone delle 10 che lavorano al Marsalino. La politica ci chiede la Bologna del food e della qualità, ma dove sta se poi alle 22 devo chiudere?”.
“Le misure fonometriche in via Marsala le abbiamo fatte lo stesso, anche se non hanno alcun senso — afferma Alberto Nanni, tecnico fonometrico specializzato della Safety Ecothcnic — sia perchè i limiti del regolamento sono estremamente bassi, sia perchè non vengono consentite adeguate soluzioni di insonorizzazione. Per i dehors con la musica il limite in questa zona è di 50 decibel, quando i decibel prodotti da un bus o un’auto sono molto più alti. Il rumore delle persone ad un vociare normale è di 70,5 decibel, e quando abbiamo messo il cerotto ai clienti il valore era di 62 decibel. L’assurdo è che i regolamenti sul rumore e sui dehorsche non dialogano tra loro. Si potrebbe insonorizzare il dehors del marsalino, ma il Comune lo vieta perchè si trova davanti ad un palazzo storico”.
“Tenere aperti i pubblici esercizi in centro storico è fondamentale sia a livello turistico che per la stessa vivibilità della città — sottolinea infine Massimo Zucchini, presidente di Confesercenti Bologna — all’interno del Regolamento Acustico comunale sono state create delle deroghe che riguardano una serie di posti estivi come il Parco Nord, il Cavaticcio, il Botanique, dove si è data la possibilità di poter fare più rumore. La nostra proposta è che per i pubblici esercizi siano applicate le stesse deroghe concesse per i luoghi estivi. Altrimenti avremo una guerra che porterà alla chiusura di tutte le attività di pubblico esercizio. E non riguarda solo i pub e le osterie, ma anche pizzerie e ristoranti."

IL COMUNE: REGOLE FINORA UTILI, MA SI PUÒ SEMPRE MIGLIORARE "Incontrerò nei prossimi giorni la Confesercenti per ascoltare le loro proposte. Il regolamento dei dehor approvato dal Consiglio comunale ha prodotto dei buoni risultati fino ad ora, ma come tutti gli strumenti può essere migliorato". Con queste parole, l'assessore comunale Matteo Lepore, raccoglie il grido d'allarme lanciato da Confesercenti. "L'importante è che il confronto su questo tema si mantenga dentro i limiti del buonsenso e non quello dello scontro politico, perchè altrimenti faremmo solo dei passi indietro".

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