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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca Porretta Terme

Crisi Demm, fumata grigia: reparto 'strategico' non chiude, ma futuro incerto

Convocata una commissione tecnica per stimare le migliorie da apporre al sistema produttivo

Il reparto dei trattamenti termici della Demm di Porretta non verrà smantellato. La proprietà (il gruppo tedesco Certina) è tornata sui suoi passi e lo stabilimento non perderà una lavorazione considerata strategica. I lavoratori in presidio di fronte ai cancelli della fabbrica possono tirare un sospiro di sollievo anche se il futuro della Demm resta più che mai incerto.

La notizia è arrivata al termine della riunione di questa mattina del tavolo di salvaguardia convocato dalla Regione e adesso l'intesa raggiunta in viale Aldo Moro sarà sottoposta ai lavoratori. "L'azienda ha fatto retromarcia, ha ritirato la comunicazione della chiusura dei trattamenti termici, che era il primo obiettivo della vertenza", spiega Primo Sacchetti della Fiom-Cgil di Bologna. "Poi verrà aperto un confronto in sede tecnica con una commissione che dovrà capire come migliorare l'efficienza del reparto", prosegue. Tutto risolto? Per niente.

"La Regione ci riconvocherà entro 60 giorni per valutare i risultati della commissione. Tutto questo, però, non risolve il problema di prospettiva della Demm. Le preoccupazioni restano tutte", ammette Sacchetti. "Questa è una proprietà che ancora oggi non dice nulla sul piano industriale e sul futuro dello stabilimento. Ma non possiamo risolvere noi i problemi dell'azienda", attacca il sindacalista. Insomma, oggi e' stata messa una toppa, ma la strada e' ancora tutta in salita.

Demm di Porretta appesa (di nuovo) a un filo, reparto "strategico" chiuso e proteste

Non solo i forni resteranno in funzione. Il gruppo Certina, proprietario della Demm di Alto Reno terme, sull'Appennino bolognese, si è impegnato anche a garantire a tutti i lavoratori, in relazione agli ammortizzatori sociali, l'integrazione fino al raggiungimento di 800 euro a lavoratore.

Nessuna chiusura degli altoforni, dunque, al contrario di quanto annunciato dalla holding tedesca nei giorni scorsi. Verrà poi insediata una commissione tecnico-gestionale sulle lavorazioni, per individuare ulteriori soluzioni sull'efficienza della produzione. Allo stesso tempo sarà istituito un tavolo di confronto sulle modalità di gestione, organizzazione e sulle direttrici di sviluppo aziendale nell'attuale contesto del mercato. Entro 60 giorni la Regione riconvocherà le parti per un esame dei risultati dei tavoli.

"C'è il massimo impegno da parte della Regione- commenta l'assessore regionale uscente alle Attività produttive, Palma Costi- il nostro obiettivo rimane quello di favorire il rilancio dell'azienda e la massima occupazione. Riconvocheremo le parti al fine di monitorare l'attuazione dell'accordo, consapevoli della strategicità che l'azienda ha nell'ambito dell'Appennino bolognese". All'incontro di oggi in viale Aldo Moro, insieme a Costi, erano presenti anche la vicesindaco di Alto Reno terme, Elena Gaggioli, il delegato della Città metropolitana di Bologna Massimo Gnudi, il rappresentante dell'azienda Giovanni Santamaria, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e i rappresentanti dei lavoratori. (San/ Dire)

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