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Cronaca

Tenta di impiccarsi in carcere, ennesimo caso: "L'angoscia di gestire detenuti con patologie psichiatriche"

L'appello del Sinappe di Bologna, il sindacato della polizia penitenziaria dopo un nuovo tentativo di togliersi la vita da parte di una persona detenuta presso la casa circondariale di Bologna Rocco D'Amato

Un altro caso di tentato suicidio in carcere ieri a Bologna, presso la casa circondariale di Bologna Rocco D'Amato, oggi: una persona detenuta infatti ha cercato di togliersi la vita impiccandosi, così come racconta il sindacato della polizia penitenziaria, che lancia l'ennesimo allarme: "Problemi ormai cronicizzati e ci hanno lasciati soli". 

"Quest'ondata di accadimenti riflettono anche l'angoscia dei poliziotti penitenziari di 'prossimità', come li definisce qualcuno, che affrontano nel quotidiano. Con gradazione diverse, tutte le situazioni che incontriamo durante un turno di lavoro generano in noi sofferenze. Ma una in particolare: la gestione di detenuti affetti da patologie psichiatriche, una gestione  di competenza psichiatrica e psicologica, che è invece carente" si legge nella nota del Sinappe di Bologna. 

"Invece, siamo lì a gestire le quotidiane criticità assecondando richieste sempre più assurde...Non si tratta, ancora una volta, di schivare il problema con la solita nota passata alla stampa: bisogna, al contrario, evitare che certi atteggiamenti o il nostro silenzio diano l'illusione che certe risposte esistano, che il sindacato detenga le risposte giuste per affrontare il grande disagio delle persone detenute affette da disagio psichiatrico. Per questa ragione è importante, e onesto ammettere le mancanze dell'istituzione carceraria e sanitaria, per mettere fine a queste situazioni paradossali. La condizione dei poliziotti penitenziari di 'prossimità' di tutta Italia può essere rappresentatacon l'immagine di una barca che, lasciato il porto, si trova in mezzo a una burrasca".

 

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