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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca

Dichiarazioni dei redditi falsate: a capo della truffa il responsabile di un CAF

1000 dichiarazioni dei redditi infedeli. Deus ex machina un professionista bolognese, che in cambio di compensi avrebbe agevolato le pratiche di numerosi clienti, consentendo loro di percepire indebiti crediti IRPEF, liquidati in oltre 2 milioni di euro

Sessantasei persone segnalate all’Autorità Giudiziaria per indebite percezioni di erogazioni a danno dello Stato. E' il risultato dell’attività sviluppata dalla Guardia di Finanza di Treviso a contrasto degli illeciti nel settore della spesa pubblica, che ha portato ad individuare quasi mille dichiarazioni dei redditi infedeli, presentate o già compilate e in attesa di essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate, finalizzate a beneficiare di crediti d’imposta non spettanti.

UN BOLOGNESE DEUS EX MACHINA. Da Treviso le indagini portano a Bologna. Infatti, a tirare le fila della truffa sarebbe stato il responsabile di un Centro di Assistenza Fiscale della provincia felsinea, in cambio di compensi, avrebbe agevolato le pratiche di numerosi clienti, consentendo loro di percepire indebiti crediti IRPEF, liquidati in oltre due milioni di euro, attraverso l’aggiramento per anni (dal 2012) del sistema informatico di “controllo automatizzato” delle dichiarazioni dei redditi.
L’Autorità Giudiziaria ha disposto a carico del consulente fiscale, "mente"  delle condotte delittuose, il sequestro preventivo d’urgenza dell’immobile sede del Centro Direzionale utilizzato dall'indagato per l'esercizio dell'attività.  Il titolare del Caf è stato denunciato a piede libero per truffa.

INDAGINE 'EASY CREDIT'. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna e condotta dal Gruppo di Treviso, attraverso perquisizioni locali, esame della documentazione fiscale e amministrativo-contabile, raccolta di testimonianze, ha permesso di disvelare l’intero meccanismo di frode e di ottenere anche l’annullamento di oltre trecento modelli 730/2016, da poco presentati con l’indicazione di quasi un milione di euro di crediti IRPEF non spettanti, che così non saranno liquidati.

Gli indagati, tutti cittadini stranieri residenti sull’intero territorio nazionale, con la compiacenza del responsabile del C.A.F.,- come ricostruito dalle Fiamme Gialle - sarebbero ricorsi a diversi artifici per perseguire il disegno fraudolento volto al conseguimento di rimborsi IRPEF non dovuti: nel modello 730 dichiaravano crediti d’imposta inesistenti, oppure la presenza di altri familiari a carico residenti all’estero e privi di codice fiscale, o ancora detrazioni per figli non esistenti in affidamento preadottivo, anche disabili.
  
 

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