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Martedì, 25 Giugno 2024

Quasi un secolo di viaggi e pendolari: la Direttissima Bologna-Firenze compie 90 anni | VIDEO

Lunga 18 chilometri, dal 1934 attraversa il paesaggio e la storia dell'Appennino. Fu scenario degli attentati all'Italicus e al Rapido 930, e ancora oggi è un'infrastruttura importante per le comunità locali

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Novant’anni di biglietti, viaggi e pendolari da Bologna a Firenze e ritorno attraverso il paesaggio e la storia dell’Appennino e d'Italia. Ieri 18 maggio la linea ferroviaria Direttissima Bologna-Firenze ha spento novanta candeline insieme alla Grande Galleria dell’Appennino che collega le Due Torri prima a prato e poi al Palazzo Vecchio.

Lunga 18 chilometri e mezzo, fu inaugurata il 22 aprile 1934 dopo oltre 20 anni di costruzione, resa travagliata dalla prima Guerra Mondiale e la crisi economica. Ancora oggi la galleria che si immette nelle montagne è tra le 20 più lunghe al mondo e ospita la stazione di Precedenze, una delle pochissime stazioni sotterranee esistenti.

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La linea Direttissima fu il primo collegamento ferroviario veloce fra Nord e Sud della penisola e si distingueva, oltre al doppio binario, per la trazione elettrica e 31 gallerie (circa il 37% del percorso) e numerosi viadotti. La linea ha anche un importante valore storico: sui suoi binari sono avvenuto gli attentati, quello terroristico al treno Italicus nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974 e quello mafioso al Rapido 904 il 23 dicembre 1984. Oggi rimane uno dei collegamenti più importanti tra l’Emilia Romagna e la Toscana e sui suoi binari viaggiano treni Regionali, Intercity e Alta Velocità.

Per festeggiarla, ieri a Ripoli, nel Comune di San Benedetto Val di Sambro, si è tenuto il convegno a cui hanno partecipato le amministrazioni comunali e i rappresentanti delle istituzioni.

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