Disabilità e autonomia: "Hanno quasi riso del mio progetto, adesso sono un esempio"

L'INTERVISTA. "Dividere una casa con altri disabili è come vivere in una bolla. Io ho fatto una scelta atipica e coraggiosa ma giusta: ho costruito una rete di persone intorno a me e sono autonoma"

Elena festeggia un anniversario importante: un anno di vita a Bologna. Detta così non sembra una cosa straordinaria ma la sua storia l'avevamo parzialmente raccontata quando qualche mese fa aveva fatto un appello per cercare una "coinquilina speciale" che potesse aiutarla a portare avanti il suo progetto di vita autonoma nonostante la disabilità, una paralisi cerebrale che ha dalla nascita, ma che di certo non l'ha distolta dai suoi obiettivi.

Oggi, a 365 giorni da quando ha varcato per la prima volta l'uscio della casa che per lei ha rappresentato una svolta e nella quale vive con un ragazzo e con una ragazza che la sera la aiuta ad andare a letto e la mattina a prepararsi, Elena si può dire fiera di quello che è accaduto in un solo anno: "Il mio progetto sta funzionando. E pensare che i servizi per studenti con disabilità facevano fatica a credere che ce l'avrei fatta - spiega la 27enne originaria dell'Appennino bolognese - così abituati come erano a strutturare gruppi di persone disabili insieme in un appartamento, mentre io una cosa del genere l'avrei certamente rifiutata perchè mi sembra una 'bolla' contro il modello inclusivo che avevo in mente. Qualcuno ha quasi riso della mia idea e adesso mi fanno i complimenti: questo mi rende molto felice naturalmente". 

"Ho sempre vissuto in un paesino, nella casa dei miei per altro non accessibile e a un certo punto, con i mei genitori già avanti negli anni e delle nuove esigenze, ho deciso di venire a vivere a Bologna. Il fattore che mi ha dato una notevole spinta in questa direzione è stato il progetto Sartorie Leggere per il quale sono social media manager e che mi ha fatto davvero uscire dal loop del laboratorio per persone disabili per entrare nell'ottica di un lavoro vero. Il 1 marzo 2019 mi hanno dato le chiavi di casa e l'ho condivisa da subito con uno studente, un lavoratore e un'amica che abitava a pochi metri da qui e che la sera arrivava, mi dava una mano e poi stava a dormire qui con me. Lei a un certo punto non ha più potuto aiutarmi per una serie di impegni ed è stato allora che ho cominciato a cercare un'altra persona affidabile". 

"Penso che sia importante non aspettare che la propria famiglia sia avanti con l'età o che non ci siano più i nostri genitori prima di costruirsi un futuro indipendente e consapevole dei propri bisogni e desideri. Ho costruito dei rapporti bellissimi e adesso ho anche trovato la coinquilina che cercavo e che mi aiuta in alcune cose fondamentali che non posso fare da sola. Questa rete di persone sta funzionando e il mio progetto è innovativo e la mia storia è da raccontare perchè possa essere d'esempio ad altri". 

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