Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Via Indipendenza

Il racconto: "Per noi disabili i giorni di festa sono tristi per colpa dei Tdays"

"Le laterali dell'asse Rizzoli-Indipendenza-Bassi sono spesso troppo strette per un veicolo modificato e una carrozzina deve anche trovare lo spazio per scendere dall'auto"

Un nuovo fine settimana, la T chiusa al traffico, musicisti di strada, spettacoli circensi e passeggio da shopping. Ma non per tutti il sabato e la domenica sono giornate di festa, allegre e partecipate, trascorse a godersi il centro storico della nostra città. A scriverci e a firmare una lettera in cui si racconta questo disagio è una donna disabile residente in Via Indipendenza:  "Difficile parlare di quanto, da un paio di anni a questa parte, sia cambiato a Bologna per la circolazione delle auto a servizio di persone disabili. Difficile perché, a criticare certi provvedimenti, si viene immancabilmente accusati di parlare spinti da ideali politici opposti alla maggioranza, o peggio di essere strumentalizzati da chi ha interessi economici (negozianti ed esercenti) che nulla c'entrano con la tutela dei disabili.

Per questo ho sempre taciuto sull'argomento, sebbene più di altri, forse, avrei cognizione per parlare (le motivazioni di Rino Maenza). Perché sì, sono disabile, e sì, in via Indipendenza a Bologna ho appartamento in affitto, ci passo e vivo ogni giorno, ma non tutti i giorni, per me, sono uguali agli altri. I giorni di festa sono giorni tristi. Sono quelli in cui, a quell'appartamento, non riesco neanche ad arrivare. Tanto si è detto sui T-days, i weekend in cui tre strade cruciali nel cuore della città vengono chiuse al traffico veicolare, dove persino le auto munite di contrassegno H non possono accedere (come l'Amministrazione aveva cercato di limitare i disagi per i disabili).

Le Associazioni di disabili si sono divise e scontrate sul tema, chi dice che la pedonalizzazione favorisca i portatori di handicap, chi sostiene il contrario. Discussioni accese ma poco producenti, specie considerando che i disabili non sono tutti uguali e nessuna Associazione abbia diritto di ergersi a rappresentanza dell'intera popolazione invalida di Bologna. Ma in fondo solo di tre strade si tratta, dicono alcuni, e poi i modi per arrivare in centro non mancano, tante sono le laterali che portano all'invalicabile zona T.

Non si dice, però, che le laterali in questione siano spesso troppo strette per un veicolo modificato (da cui una carrozzina, ad esempio, deve anche trovare lo spazio per scendere) o non risultino veicolabili fino all'incrocio con l'asse Indipendenza-Bassi-Rizzoli perché ci sono fittoni, dehors e rastrelliere di mezzo. Non si dice che alcune persone devono essere lasciate davanti alla meta che debbono raggiungere, non a 50 metri di distanza che per chi cammina sono pochi, mentre per chi sta su una carrozzina, o si serve di un bastone, possono risultare infiniti.

Ora il problema, invece di essere risolto, punta a espandersi. Il Sindaco vuole far passare un trenino elettrico o una navetta attrezzata nella zona pedonale, ma solo se, attenzione, il codice della strada verrà prima cambiato. Già, perché secondo le leggi vigenti dove passa un mezzo pubblico può circolare anche un auto a servizio di una persona con disabilità. Invece di riconoscere in tale principio una vittoria per l'integrazione o un incentivo alla libera mobilità dei disabili, il Sindaco dichiara in conferenza stampa di operare affinché il Governo cambi tale normativa. Il trenino, insomma, sembra avere la precedenza sulle pari opportunità garantite dalla norma in questione su tutto il territorio nazionale.

Consentire ai disabili di veicolare nelle strade riservate ai mezzi pubblici compensa infatti le numerose carenze del trasporto accessibile nel nostro paese, dove i bus adattati rappresentano una percentuale ancora irrisoria e le fermate non sono sempre in regola. Cancellare tale disposizione aprirebbe le porte a una mobilità discriminante, dove solo chi riesce a salire su un autobus (magari nemmeno attrezzato) può muoversi liberamente in tutte le aree aperte al traffico. Come se non bastasse, se per legge chiedessimo a un ipoudente di togliersi le protesi acustiche in determinati settori della città, tutti grideremmo allo scandalo, e lo stesso Sindaco non potrebbe rimanere indifferente.

Ma cos'è un auto, per chi non può camminare, se non un ausilio protesico? Ci sono disabili per cui l'automobile sostituisce le proprie stesse gambe. Chi deambula le usa dove e come vuole, non a orari prestabiliti, o a tappe prefissate, come un trenino-navetta attrezzata costringerebbe a fare. E se tanto non basta, non esiste navetta, trenino o tappeto volante che possa sostituire l'auto di un disabile. Non di tutti i disabili, per lo meno. I mezzi pubblici sono spesso affollati e uno spintone involontario può rivelarsi oltremodo pericoloso per chi si appoggia a una stampella in mezzo alla ressa. Chi guida un auto privata può lasciare un disabile davanti al posto che deve raggiungere, mentre un mezzo pubblico lo abbandonerà a una fermata prestabilita, costringendolo poi a muoversi da solo per il resto del tragitto, spesso costellato di sanpietrini dissestati o basoli sconnessi.

Gli stessi sanpietrini che i sistemi di ammortizzazione presenti su un bus non riescono ad ammortare al pari di un auto, sottoponendo chi soffre di patologie osteoporotiche (molto diffuse nella popolazione anziana) a una sollecitazione esagerata. Se l'ecologia è prioritaria per questa città come per il Paese, perché il Sindaco scomoda il Governo onde cambiare il codice della strada e non per incentivare la produzione di auto non inquinanti, quali quelle elettriche? Perché impedire l'uso di auto private anche a chi proprio non può farne a meno, se in altre città d'Italia esistono zone pedonali che lo consentono? I trenini e le navette non vanno bene per tutti i disabili, perché i disabili non sono tutti uguali. Finché una consapevolezza simile non entra nella testa e nei cuori di chi ci governa, sulla disabilità non si farà mai una politica efficace.
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il racconto: "Per noi disabili i giorni di festa sono tristi per colpa dei Tdays"

BolognaToday è in caricamento