Disagi pendolari sui treni della Bologna-Porretta: M5S e Coraggiosa sul piede di guerra

I grillini in Regione chiedono le penali, mentre a sinistra di compila un dossier sui disservizi

I disagi e i disservizi denunciati dal comitato dei pendolari pendolari e dai sindaci dei comuni attraversati dalla ferrovia lungo la tratta della Porrettana muovono anche il mondo dela politica. A sollevare il caso in Regione per prima è la consigliera regionale M5s Silvia Piccinini, che oggi interpella la giunta Bonaccini al question time dell'assemblea legislativa.

"I pesanti disagi che in queste settimane si sono verificati sulla Porrettana devono essere risolti al più presto. La Regione non può continuare ad ignorare ciò che ormai da anni, nonostante anche l'arrivo dei nuovi treni Pop, si verifica lungo una delle linee ferroviarie più utilizzate in Emilia-Romagna. Chiediamo all'assessore Corsini di valutare l'applicazione delle penali per il gestore della linea visto il perdurare di ritardi, cancellazioni e treni perennemente affollati".

Da un lato, sottolinea Piccinini, "si stanziano risorse per frenare lo spopolamento delle zone della nostra montagna e si concedono risorse anche a fondo perduto per le imprese turistiche", dall'altro "non si capisce il perché non si riesca a contrastare una volta per tutte l'inefficienza del sistema di trasporto". Se "si risponde con ritardi, soppressioni, convogli non adeguati alla sempre più crescente domanda di mobilità sostenibile allora il rischio che corriamo è di azzerare tutti gli sforzi fatti per rilanciare il nostro Appennino".

E ancora: "I nostri pendolari devono avere la certezza di poter contare su un servizio ferroviario puntuale, efficiente e sicuro, soprattutto durante la delicata fase di ripartenza dopo l'emergenza Coronavirus. La Regione non può più sottovalutare questo aspetto", conclude la 5 stelle. 

Anche Emilia-Romagna Coraggiosa solleva il tema. Il capogruppo Igor Taruffi (eletto proprio in Appennino) ha presentato un dossier dei disservizi sulla Bologna-Porretta, dove i viaggiatori da settimane si trovano alle prese con "l'aumento di ritardi e soppressioni nei treni locali, dovuti ai ripetuti guasti a deviatoi e passaggi a livello, oltre che alle disfunzioni del materiale rotabile".

Particolarmente disastrosa la giornata del 2 luglio ("due distinti guasti nella stessa giornata"). Quel giorno, scrive Taruffi nell'interrogazione per l'assessore ai Trasporti Andrea Corsini, "per poter rispettare i loro orari di lavoro e rientro, i pendolari sono stati costretti a viaggiare stipati sui treni disponibili annullando completamente le precauzioni anti Covid".

Ma i ritardi del 2 luglio "sono solo esemplificativi di una situazione che si è proposta, in misura poco minore, nelle giornate del 16-18-20-24 giugno. Già lo scorso febbraio, i sindaci dell'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese avevano inviato una lettera a Tper-Trenitalia per manifestare preoccupazione nei confronti della ferrovia Porrettana denunciando treni soppressi e in ritardo".

Dubbi sono emersi già allora sui treni Pop, che "per caratteristiche di costruzione (scarsità di posti e porte di accesso) sono fin da subito stati giudicati insufficienti negli orari di maggior affluenza".

Ma c'è anche il tema degli assembramenti. "C'è il rischio che la mancata sensazione di sicurezza percepita nei confronti del contagio da Coronavirus porti molti utenti della linea a preferire il mezzo privato per spostarsi", afferma ancora Taruffi.

"Come più volte abbiamo segnalato alla Giunta, i disservizi sulla linea Porrettana hanno necessità di un controllo e di una vigilanza costante, per tutelare un sistema di mobilità che non solo deve essere mantenuto, ma che dovrebbe continuamente essere valorizzato e ampliato. Questo- sottolinea l'esponente di Coraggiosa- è valido ancora più in un periodo nel quale dovremmo ripensare alla nostra mobilità in chiave ecologica e sostenibile, anche in previsione di un aumento ulteriore degli spostamenti dovuto all'apertura delle scuole in settembre e avendo imparato, durante il lockdown, quanto sia preferibile per l'atmosfera di tutti i territori, e per la Pianura Padana in particolare, la diminuzione della movimentazione su mezzo privato". (Bil/ Dire)

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