Disordini nelle carceri, il sindacato: "Allarmi inascoltati, da tempo serve adeguare strutture e organico"

Duro sfogo della Fp-Cgil, che insiste sul potenziamento di infrastruttura e organico

La Fp-Cgil di Bologna esprime "assoluta vicinanza e solidarietà" agli operatori del carcere bolognese della Dozza, dove da poco si è conclusa una rivolta da parte di alcuni detenuti.

Il personale della struttura, segnala infatti il sindacato, "fuori da ogni schema orario ha dato l'ennesima prova di coraggio e dedizione, riportando in alcuni casi ferite nel corso degli scontri".

Tuttavia, dalla Fp-Cgil non mancano di evidenziare anche "il quadro d'insieme" dell'istituto bolognese, che "prima da soli e poi unitariamente abbiamo denunciato per tempo come potenzialmente esplosivo", soprattutto in relazione al "cospicuo incremento di popolazione carceraria, che attualmente è intorno alle 900 unità, a fronte di una capienza regolamentare di 492 detenuti, quasi il doppio".

L'organizzazione sindacale ribadisce di aver "sempre segnalato una serie di situazioni ed eventi critici, specie in alcune sezioni detentive, come le sezioni del primo piano giudiziario e il Reparto Infermeria", segnalazioni che però "non hanno avuto alcun seguito, anzi la situazione si è aggravata nel corso dei mesi nonostante il sacrificio e la dedizione degli operatori".

 Il nodo alla Dozza, sintetizza la Fp, è "lo squilibrio numerico fra detenuti e operatori di Polizia penitenziaria, che pone questi ultimi in una situazione costante di debolezza e vulnerabilità, specie con le nuove misure dinamiche, il cui obiettivo di rendere meno gravosa la detenzione stride con la circostanza di essere calate dall'alto, senza considerare le strutture obsolete e poco adatte a questo genere di avanzamenti".

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Da qui la richiesta di "immediato potenziamento degli organici, lasciato calare colpevolmente nel corso degli anni", di "misure alternative che consentirebbero di ridurre in parte il sovraffollamento" e soprattutto di "nuove strutture più rispondenti ai tempi e capaci di corrispondere ai principi sanciti dalla Costituzione". (Ama/ Dire)

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