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Corti, alla Bolognina

Corti, alla Bolognina

Dispersione scolastica nelle periferie: un progetto su una zona fragile della città

Un dato preoccupante che si ricollega alle nuove povertà e alla didattica a distanza. Ma ci sono anche belle notizie: al via un progetto messo in atto per i residenti dei caseggiati di edilizia popolare conosciuti come “Corti”

Il fenomeno della dispersione scolastica sembra qualcosa di lontano, che riguarda contesti molto diversi dal nostro, ma non è affatto così. Con la didattica a distanza imposta dall'emergenza sanitaria vengono penalizzate di fatto quelle famiglie che non dispongono di dispositivi informatici sufficienti per dare la possibilità ai figli di seguire le lezioni a distanza e dunque stare al passo con i programmi scolatici. Secondo un'indagine di Federconsumatori sarebbe il 12,3% la percentuale delle case in cui non ci sono computer e tablet, addirittura il 19% se si guarda al Sud. E Bologna? 

Con la crisi da pandemia aumentano le famiglie povere: la Bolognina che preoccupa

La nostra città ha orgogliosamente conquistato il podio delle città italiane con migliore qualità di vita nell'anno del Covid-19, ma non è stata risparmiata dalla crisi e vede crescere il numero delle famiglie in povertà. Fra le zone di una periferia bolognese circoscritta e problematica c'è la Bolognina, dove si riscontra il più elevato indice di potenziale fragilità economica e sociale della città. 

Il quartiere della Bolognina conta 35.546 abitanti, 5.700 minori con meno di 18 anni (il 16%) e il 34% delle famiglie che vive in povertà. Il 25,7% degli abitanti è di origine straniera, contro il 15% del resto della città, dato che raggiunge il 39,3% nella fascia 0/18 anni. Dal punto di vista dell'istruzione oltre il 50% non ha un diploma di scuola media superiore e il 25% non ha assolto all'obbligo scolastico. Numeri questi che forse non ci aspettavamo. 

Il presidente Ara: "Stiamo lavorando per dare delle opportunità" 

Per restituire opportunità educative e di socializzazione, ridurre conflitti, emarginazione e dispersione scolastica, sono nate reti tra il quartiere e il Terzo Settore: “Parliamo di progetti che s’inseriscono nel percorso della Bolognina in trasformazione, – spiega Daniele Ara, presidente del quartiere Navile – opportunità in più nella complessa rete di attività del quartiere. Ci impegniamo per un vero benessere di comunità, in collaborazione con i cittadini e le realtà associative, per dare a tutti, in particolare ai più piccoli, occasioni che li aiutino a crescere e ad integrarsi nella nostra città.”

In risposta alla crescita del numero delle famiglie in condizione di povertà economica, esclusione sociale e povertà educativa, con la mancanza di opportunità di apprendimento per bambini e adolescenti arriva però un aiuto concreto che potrebbe auspicabilmente essere il primo di una lunga serie: si chiama “Rapporti Corti” ed è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, un’idea della cooperativa sociale Società Dolce, che ne è capofila, nata dalla pluriennale collaborazione con Acer, che gestisce come noto gli alloggi di edilizia pubblica della città insieme al quartiere Navile. Il tutto grazie a un finanziamento di 675.000 euro, per offrire interventi sociali ed educativi a favore di minori dai 3 ai 14 anni e dei loro genitori.

"Dove si nasce fa ancora la differenza"

“Purtroppo, dove nasci e cresci fa ancora la differenza – sostiene Caterina Segata, responsabile area 0-18 di Società Dolce – e tanti minori rischiano limiti allo sviluppo emotivo e personale, difficoltà nelle relazioni coi compagni e con gli adulti, di trovarsi in condizione di disagio ed esclusione sociale. A ciò si aggiunge la didattica a distanza prolungata, che non arriva a tutti. Il progetto offre occasioni di crescita educativa, in particolare per la fascia 9-14 anni, che in questo momento considero la più delicata”.

Accompagnamento personalizzato, consulenze educative, mediazione abitativa, corsi d'italiano, per genitori e figli bilingue, laboratori teatrali, attività sportive e culturali socializzanti per 64 famiglie con bambini, ma anche azioni di sostegno alla genitorialità, con incontri settimanali di maternage per genitori di bimbi da 0 a 3 anni, appuntamenti serali con esperti per 50 famiglie con figli da 0 a 14 anni, laboratori per bambini e genitori, aperti anche agli altri abitanti del quartiere, per favorire le relazioni col territorio e l’inclusione. Le attività per il tempo libero invece coinvolgeranno 144 bambini e ragazzi delle Corti, con laboratori settimanali per 10 bambini dai 3 ai 6 anni e per 10 bambini dai 6 agli 11 anni, il doposcuola per 10 giovani delle scuole medie, doposcuola per 6 ragazzi con BES e DSA per la fascia 8-14 anni. Servizi aperti, a pagamento, anche alla cittadinanza. Infine, per realizzare azioni ed eventi negli Spazi delle Corti, mediatori sociali e facilitatori di comunità avvieranno percorsi aperti a inquilini, cittadini, istituzioni e associazioni, per la gestione dei conflitti, la costruzione e il miglioramento delle relazioni di vicinato, la valorizzazione degli spazi comuni e l'attivazione di risorse territoriali.

 “Interventi di questo tipo – spiega Alessandro Alberani, presidente di ACER - aiutano a ridurre le problematiche di spazi complessi. Abbiamo attenzione e cura per i contesti abitativi di edilizia pubblica della Bolognina, dove gli strumenti della mediazione sociale e culturale, dell'accompagnamento e della pedagogia dell’abitare, ci permettono di entrare in contatto con i nostri inquilini, stabilendo non solo relazioni di servizio, ma anche una comunicazione empatica finalizzata a migliorare la coesione sociale nei caseggiati”.

Corti 2-2-2

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