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La Bologna 'antagonista' torna in piazza: "Contro le misure cautelari preventive e la denuncia del sapere libero"

Sit-in davanti al tribunale di via Farini in occasione del processo ad alcuni attivisti denunciati e sottoposti al divieto di dimora in città dopo aver opposto resistenza durante lo sgombero del Community Center di via Filippo Re

La Bologna 'antagonista' pronta a tornare in piazza con un presidio contro le misure cautelari che hanno colpito alcuni attivisti dei colelttivi cittadini. Il sit-in è indetto per domani, 30 marzo, davanti al tribunale di via Farini, a partire dalle ore 9.30.

Lo fanno sapere gli attivisti in una nota, ripercorrendo le sorti di due militanti del colelttivo Hobo, "Loris e Parvis, due  studenti dell’Università di Bologna, si trovano  da quasi un anno sotto il regime di misure cautelari preventive. Il 29 Aprile scorso infatti nel giro di poche ore hanno dovuto abbandonare Bologna, città in cui da anni hanno scelto di vivere. Una separazione forzata dai propri affetti e legami, dai propri percorsi universitari e lavorativi, dai propri progetti politici e sociali".

Duro l'affondo degli antagonisti, che vedono nel "divieto di dimora utilizzato preventivamente contro Loris e Parvis  una misura cautelare di retaggio fascista, che trova origine nel ventennio più buio della nostra storia quando chi non si uniformava al pensiero del partito unico dominante veniva relegato al confino o alla reclusione". 

ll provvedimento è motivato dalla resistenza opposta allo sgombero dello spazio universitario - Community Center  di via Filippo Re - lo scorso 7 ottobre. Loris attualmente si trova agli arresti domiciliari, dopo che ad Ottobre scorso ha violato il divieto di dimora. Parvis invece dopo 4 mesi agli arresti domiciliari oggi è ancora fuori da Bologna perché sotto il regime del divieto di dimora.
Insieme a Loris e Parvis a cui sono state comminate le misure cautelari preventive, altri venti tra studenti e studentesse dell'Università di Bologna sono state denunciati. "Unica colpa di questi studenti - per il collettivo - è quella di desiderare e costruire un’Università che sia spazio di libera circolazione di sapere critico, luogo di messa in condivisioni di intelligenze, spazio di riflessione, scambio e costruzione di un mondo altro, non luogo della violenza della polizia e della militarizzazione".

Da qui la denuncia si allarga ai recenti episodi di scontri nelle Facoltà - come avvenuto a scienze politiche - tra collettivi e forze dell'ordine: "Oggi più che mai che la nostra Università è preda di un’amministrazione che militarizza gli spazi, manganella gli studenti, protegge e diffonde saperi di guerra, battersi per un sapere libero e liberato dovrebbe essere prerogativa di tutte e tutti noi".
Per questo Mercoledì 30 Marzo alle ore 9,30 si avvierà il presidio davanti al Tribunale dove si svolgerà il processo per Loris e Parvis e per gli altri venti studenti denunciati, perchè - chiosano gli antagonisti: "Ad essere socialmente pericolose sono queste misure cautelari preventive, perché laddove non c’è dissenso non c’è libertà".

 

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