Comunali, otto domande per la città e i candidati: nasce "Bologna Proxima" | VIDEO

Cinque i nodi problematici che otto associazioni mettono al centro del dibattito: abitare, gioco, partecipazione, legalità e Universalità dei diritti

Nasce Bologna Proxima, la campagna che otto associazioni bolognesi lanciano in vista delle elezioni amministrative per porre alcune domande alla città e a chi si candida ad amministrarla. Senza distinzioni politiche.

Cinque i nodi problematici che Libera Bologna, Piazza Grande, Cassero Lbtqi Center, Legambiente Bologna, Cinnica, Arci Bologna, Pensare Urbano, Salvaiciclisti Bologna mettono al centro del dibattito: abitare la città, Ludicità, Partecipazione e presa di potere, Legalità democratica e Universalità dei diritti.

Già nei giorni scorsi, Bologna Proxima ha debuttato sui muri di Bologna con una campagna di otto manifesti, ciascuno con una domanda:  "La sicurezza è una questione di ordine pubblico o di contrasto alle mafie?"; oppure "Una Bologna che educa al pensiero unico o alle differenze?"; e ancora: "I bambini che giocano nei cortili condominiali: una rottura di scatole o un diritto?", "Degrado è una tag su un muro o uno spazio culturale che chiude?”.

Tutte le domande, volte a stimolare il dibattito, sono raccolte sul sito e l'obiettivo è quello di avvicinare più persone possibili. "Vogliamo dare continuità al lavoro che da anni facciamo quotidianamente sul territorio e far fare un salto di qualità ai programmi di chi vorrà raccogliere le nostre proposte in vista delle elezioni", spiega Andrea Giagnorio di Libera. "Dialogheremo con i cittadini, i candidati e le forze politiche che vorranno interloquire con noi – continua – a cominciare da Matteo Lepore anche se non prendiamo posizione rispetto ad un candidato o all'altro, qualche associazione che fa parte di Bologna Proxima ha deciso di schierarsi già alle primarie, altre no. Pensiamo – afferma Giagnorio –  che il dibattito sia stato a volte interessante e orientato sui temi e i problemi veri di Bologna, altre volte un po' più sterile. Ma il tema per noi è che davvero nei prossimi tre mesi si parli anche delle nostre proposte".

Le proposte

"Cinque nodi – spiegano i portavoce di Bologna Proxima – dove vogliamo presentare alla città ostacoli e proposte per superarli, per fare in modo che la Bologna dei prossimi cinque anni sia una città aperta e attenta ai diritti di tutte e tutti, con particolare attenzione alle persone invisibilizzate. Una città che pratichi la creatività e la legalità democratica, la partecipazione e l’empowerment di tutte le fasce di popolazione, dove tutte le soggettività trovino spazio per esprimersi, essere ascoltate e fare la propria parte per stare tutte meglio". 

Azioni concrete che sono inserite all’interno del manifesto della rete che verranno discusse e condivise con chi si governerà la città nei prossimi cinque anni per mettere al centro dell’agenda politica di Bologna i valori individuati come centrali dalle realtà promotrici. Ad ognuno dei cinque nodi tematici verranno dedicati incontri pubblici di approfondimento per aprire il confronto e ascoltare la cittadinanza.   

Nodi che si concretizzano in quasi 100 proposte per la Bologna del futuro. Tra queste: progettare un grande piano per l'abitare a finalità pubblica attraverso la messa in rete delle varie esperienze esistenti, pubbliche e di terzo settore, il recupero di edifici pubblici e la riqualificazione di quelli esistenti, a consumo di suolo zero e costruire alcune zone ecosostenibili, “senz’auto” e con servizi di prossimità, secondo la logica della “città dei 15 minuti. Inserire il diritto al gioco nel Piano Urbanistico Generale cittadino.

Rendere più visibili sul sito del Comune gli strumenti di denuncia di fenomeni corruttivi, già predisposti dall’amministrazione. Indicare in modo più evidente chi sia responsabile anticorruzione e come sia possibile mettersi in contatto.

Nell’intervento con le persone senza dimora o altre soggettività emarginate, utilizzare strumenti amministrativi come le multe come extrema ratio e solo se accompagnate da un aumento di risorse e interventi sociali mirati.

Costituire un tavolo permanente sulla condizione dei soggetti migranti di cui oltre alla Prefettura facciano parte gli enti gestori e le associazioni più rappresentative che si occupano del tema.

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