Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Don Gallo cantò "Bella Ciao" a Budrio. Prodi: "Calore e straordinaria generosità"

Ha suscitato grande commozione la scomparsa di Don Andrea Gallo: cantò la canzone partigiana a Budrio, la stessa verrà cantata da Gino Paoli al suo funerale

Don Andrea Gallo se ne è andato ieri nella Comunità di San Benedetto al Porto a Genova, dopo che le sue condizioni di salute si erano aggravate. Tantissimi i messaggi di cordoglio e dolore per la perdita. Fra queste anche il ricordo di Romano Prodi, che ha commentato l'evento dall'estero: "Ricordo don Andrea Gallo con tanto affetto per il suo calore e la sua straordinaria generosità". Fra i messaggi d'affetto sul web e sui social, anche un bellissmo VIDEO (di Luisa Cigognetti) che ritrae Don Gallo a Budrio, mentre canta "Bella Ciao" al fianco dell'allora sindaco Carlo Castelli, fra Benito Fusco e alcuni assessori. Don Gallo era a Budrio per l'intitolazione della piazzetta delle Torri dell'Acqua a Fabrizio De andrè con l'anpi di Budrio.

CHI ERA DON GALLO. Andrea Gallo si sentì attratto fin da piccolo dalla spiritualità dei salesiani di Giovanni Bosco, ed entrò nel 1948 nel loro noviziato di Varazze, proseguendo poi a Roma gli studi liceali e filosofici. Nel 1953 chiese di partire per le missioni, e venne mandato in Brasile, a San Paolo, dove compì gli studi teologici. La dittatura al potere in Brasile lo costrinse però, in un clima per lui insopportabile, a ritornare in Italia. Nel 1954 la tensione salì al massimo nel paese, continuò quindi gli studi a Ivrea e venne ordinato presbitero il 1º luglio 1959. Un anno dopo venne inviato come cappellano alla nave scuola della Garaventa, noto riformatorio per minori. Lì cercò di introdurre un'impostazione educativa diversa, cercando di sostituire i metodi unicamente repressivi con una pedagogia della fiducia e della libertà. Da parte dei ragazzi c'era interesse per quel prete che permetteva loro di uscire, di andare al cinema e di vivere momenti comuni di piccola autogestione, lontani dall'unico concetto fino allora costruito, cioè quello dell'espiazione della pena.

PERCHE' DON GALLO LASCIO' I SALESIANI. Dopo tre anni venne spostato ad altro incarico (senza spiegazioni, sostiene don Andrea), e nel 1964 decise di lasciare la congregazione salesiana e chiese di incardinarsi nella diocesi genovese perché «La congregazione salesiana si era istituzionalizzata e mi impediva di vivere pienamente la vocazione sacerdotale». Ottenuta l'incardinazione, il cardinale Siri, arcivescovo di Genova in quel momento, lo inviò a Capraia, allora sotto la giurisdizione dell'arcidiocesi del capoluogo ligure, per svolgere l'incarico di cappellano del carcere. Due mesi dopo venne destinato in qualità di vice parroco alla parrocchia del Carmine, dove rimase fino al 1970, anno in cui il cardinale Siri lo trasferì nuovamente a Capraia. Nella parrocchia del Carmine don Andrea fece scelte di campo con gli emarginati. La parrocchia diventò un punto di aggregazione di giovani e adulti di ogni parte della città, in cerca di amicizia e solidarietà con i più poveri e con gli emarginati, che al Carmine trovavano un punto di ascolto.

FU ACCUSATO DI ESSERE COMUNISTA. Secondo la "comunità" di don Andrea, l'episodio che provocò il suo trasferimento fu un incidente verificatosi nell'estate del 1970 per quanto don Gallo disse durante una sua omelia domenicale. Nel quartiere era stata scoperta una fumeria di hashish e l'episodio aveva suscitato indignazione nell'alta borghesia residente. Don Andrea, prendendo spunto dal fatto, ricordò nell'omelia che rimanevano diffuse altre droghe, per esempio quelle del linguaggio, grazie alle quali un ragazzo può diventare «inadatto agli studi"» se figlio di povera gente, oppure un bombardamento di popolazioni inermi può diventare «azione a difesa della libertà». Don Andrea fu "accusato" di essere comunista; le accuse si moltiplicarono in breve tempo e questo sarebbe stato il motivo per cui la curia decise il suo allontanamento.

UN PROVVEDIMENTO DA PARTE DELL'ARCIVESCOVO E LA PROTESTA DI CHI LO CONOSCEVA E LO AMAVA. Il provvedimento dell'arcivescovo provocò nella parrocchia e nella città un movimento di protesta, ma la curia non tornò indietro e ingiunse a don Andrea di obbedire. Tuttavia egli rinunciò all'incarico offertogli all'isola di Capraia, ritenendo che lo avrebbe totalmente e definitivamente isolato. Qualche tempo dopo venne accolto dal parroco di San Benedetto al Porto, don Federico Rebora, e insieme a un piccolo gruppo diede vita alla sua comunità di base, la Comunità di San Benedetto al Porto. Da allora si è impegnato sempre di più per la pace e nel recupero degli emarginati, chiedendo anche la legalizzazione delle droghe leggere: nel 2006 si è fatto multare, compiendo una disobbedienza civile, fumando uno spinello nel palazzo comunale di Genova per protestare contro la legge sulle droghe. Era un grande amico di Vasco Rossi e di Piero Pelù, impegnati anch'essi per la legalizzazione delle droghe leggere.
La Canonica della Parrocchia della SS. Trinità e di San Benedetto, sede della comunità di San Benedetto al Porto. Sin dal 2006 ha appoggiato attivamente il movimento No Dal Molin di Vicenza che si oppone alla costruzione di una nuova base militare Usa nella città veneta. Ha partecipato a varie manifestazioni, in particolare a quella del 17 febbraio 2007 che ha visto la presenza di oltre 130.000 persone. Più volte don Andrea si è recato a Vicenza in occasione dell'annuale Festival No Dal Molin. Il 10 maggio 2009 ha acquistato assieme ad oltre 540 persone il terreno dove sorge il Presidio Permanente No Dal Molin per mettere radici sempre più profonde nella difesa a oltranza del territorio e dei beni comuni.

LA VICINANZA E IL SOSTEGNO AL MONDO OMOSESSUALE. Nel marzo del 2007 è uscito il libro Io Cammino con gli Ultimi, scritto insieme allo scrittore genovese Federico Traversa. Nell'aprile del 2008 ha aderito idealmente al V2-Day organizzato da Beppe Grillo. Il 27 giugno 2009 ha partecipato al Genova Pride 2009, lamentando le incertezze della Chiesa cattolica nei confronti degli omosessuali. Don Gallo ha presentato anche il primo calendario Trans della storia italiana, con le trans storiche del Ghetto di Genova. Il 15 agosto 2011 è stato premiato come Personaggio Gay dell'Anno da Gay.it, nel corso della manifestazione Mardi Gras, organizzata dal Friendly Versilia e tenutasi a Torre del Lago Puccini[4].

L'8 dicembre 2010 cantò Bella Ciao assieme a Gino Paoli nella sua chiesa. Il 22 maggio 2013 alle ore 17.45, muore a Genova. Ad annunciare la triste perdita è stato Domenico Chionetti, portavoce della Comunità di San Benedetto al Porto, dopo aver detto qualche tempo prima che don Gallo aveva trascorso «una notte tranquilla» e le sue condizioni erano stazionarie. Gino Paoli ha detto: Come lo saluterò? Cantando "Bella Ciao". L'abbiamo cantata insieme in chiesa almeno due volte".

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