"Nuova vita grazie a una trasfusione di sangue", le storie di Ivana e Nabù | VIDEO

Riparte la campagna di sensibilizzazione per la donazione di sangue e plasma. Nel 2023 l’Azienda USL di Bologna ha registrato 4000 nuovi donatori, di cui il 55% sono donne. Due testimonianze importanti

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Riparte la campagna di sensibilizzazione dell’Azienda USL di Bologna in collaborazione con le Associazioni AVIS e FIDAS con il patrocinio del Comune di Bologna per la donazione di sangue e plasma: a Bologna, nel 2023 si è registrato un decremento del 3%, nonostante ciò, nei primi 5 mesi del 2024 si registra un aumento della raccolta pari a +375 unità di sangue intero e +298 di plasma.

Le testimonianze

La campagna, presentata questa mattina a Palazzo D'Accursio, si è arricchita anche di testimonianze, come quella di Nabù: il figlio e in vita grazie alle trasfusioni. Oggi ha 18 anni e sin da piccolo veniva trasfuso ogni 21 giorni.

Ivana è nata talassemica: "Da quando ho 10 mesi la mi vita è cadenzata dal ritmo trasfusionale. Ogni 15 giorni. Sono nata in Sicilia, ma vi era sempre mancanza di sangue. Qui ho fatto un cambiamento radicale, sono rinata a Bologna per la seconda volta". 

I numeri a Bologna e in Emilia-Romagna

Sebbene l’Emilia-Romagna sia una delle regioni più virtuose su questo fronte, anche a livello nazionale, fa sapere Ausl, il plasma raccolto, grazie ai donatori volontari, non è ancora sufficiente per garantire i farmaci plasmaderivati: immunoglobuline, fattori della coagulazione e albumina, proteine indispensabili per la cura di diverse patologie, fra cui emofilia e disturbi del sistema immunitario.

Nel corso del 2023 l’Azienda USL di Bologna ha registrato complessivamente 4000 nuovi donatori, di cui il 55% sono donne. A livello nazionale le donne che donano sangue o plasma rappresentano solo il 33,7% dei donatori.

La campagna di informazione e sensibilizzazione mira a coinvolgere attivamente le nuove donatrici donne, e più in generale tutto il genere femminile, puntando a preservare la grande solidarietà che contraddistingue il bolognese, e favorendo una donazione regolare di tutte le donne, in qualsiasi periodo della propria vita. Come noto, in particolari fasi fisiologiche della vita, la donna può riscontrare eventuali stati anemici che le impediscono di donare il sangue. Tuttavia, è comunque possibile donare il plasma, emocomponente indispensabile per la produzione di farmaci salvavita.

L'importanza della donazione

Genericamente le donne possono donare il sangue ogni sei mesi, mentre per gli uomini l’intervallo tra una donazione e l’altra è minore ed è di soli tre mesi. Questa differenza è resa necessaria dal ciclo mestruale e dall’evidenza che le donne sono maggiormente soggette a bassi livelli di emoglobina, condizione che non le rende donatrici ideali.  L’intervallo di tempo tra una donazione di plasma e l’altra, invece, è lo stesso per uomini e donne ed è di circa 15 giorni. Infatti, la plasmaferesi, al contrario della classica donazione, non incide sui globuli rossi e nemmeno sui livelli di ferro dell’organismo, proprio perché vengono rimessi in circolo nel corpo, subito dopo l’estrazione del plasma. Per queste ragioni, la donazione di plasma è particolarmente indicata per il genere femminile.

Se infatti la donazione di sangue è consentita a tutti i maggiorenni con un peso superiore ai 50 kg, in buona salute e con livelli di emoglobina superiori a 12.5gr/dl, la donazione di plasma è possibile anche con livelli di emoglobina minimi di 11.5gr/dl.

Per favorire l’accesso del pubblico femminile ai centri di raccolta, l’Azienda USL di Bologna - in accordo con le Associazioni - ha ampliato gli orari di apertura favorendo sedute pomeridiane, o nel weekend.   

"Siamo orgogliosi e felici di contribuire come Comune di Bologna a questa nuova campagna di sensibilizzazione promossa dall’azienda USL di Bologna, in collaborazione con AVIS e FIDAS - dichiara il sindaco Matteo Lepore - Bologna è da sempre una città solidale e attenta a questi temi. I numeri dei tanti donatori e delle tante donatrici ne sono una testimonianza importante, a tutte e tutti loro va il mio più sentito ringraziamento. Ma bisogna fare di più, non abbassando la guardia e ricordando costantemente l’importanza della donazione, in grado di salvare vite umane. Per questo oggi rinnoviamo il nostro appello ad andare a donare sangue e plasma; un gesto semplice ma dal valore fondamentale per chi ha bisogno e per tutta la comunità. Sono certo che, come sempre, i cittadini bolognesi faranno la propria parte rispondendo a questo appello con grande generosità".

"Donare è un senso di responsabilità civile. Oggi siamo qui in Comune per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della donazione di sangue e plasma, un gesto altruistico e salvavita - osserva Paolo Bordon, Direttore generale Azienda USL di Bologna - Colgo l’occasione per ringraziare tutte le donatrici a cui è rivolto in particolare l’appello alla donazione di plasma, a loro più idonea e fondamentale per cercare di contribuire al raggiungimento dell’autosufficienza per la produzione di farmaci plasmaderivati".

"La nostra comunità ha costantemente necessità di donazioni di sangue per aiutare coloro che ne hanno bisogno. Le donne possono fare la differenza con la loro generosità e solidarietà - spiega Maria Beatrice Rondinelli, direttrice UOC di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Area Metropolitana di Bologna - Il sorriso delle nostre donatrici di sangue e plasma ha determinato la realizzazione di questa conferenza nata per promuovere l’importanza del dono del sangue e plasma. Da sempre le donne promuovono la vita e donare sangue è dare vita. La donazione non solo salva vite, ma può avere un impatto positivo sulla salute delle donatrici stesse. Un piccolo gesto che può fare la differenza.  Donare plasma è importante perché svolge un ruolo fondamentale nel trattamento dei pazienti con condizioni cliniche gravi in quanto il plasma donato può essere utilizzato per produrre farmaci plasmaderivati (albumina, Immunoglobuline, fattori della coagulazione). L’appello a donare non può che essere accompagnato da un sincero grazie rivolto a tutte le Donatrici, alle Associazioni, a tutti i professionisti, medici ed infermieri, che quotidianamente con tanta dedizione si impegnano a realizzare questo progetto di salute e vita".

"Sono contenta del clima di sinergia e collaborazione fattiva che si è venuto a creare tra Istituzioni e Associazioni - dichiara Sonia Manaresi, presidente di Avis Provinciale Bologna OdV - Solo insieme possiamo amplificare e concretizzare il messaggio di solidarietà, perché investendo nella donazione di sangue e plasma, investiamo nel futuro, nella salute e nella vita di molte persone. Per cui, oggi rivolgo un appello a tutte le donne e a tutti i cittadini: informatevi, partecipate, e se potete, donate il plasma periodicamente. La donazione di plasma è un processo sicuro e può essere fatto più frequentemente della donazione di sangue intero. Chiedo a tutti i cittadini bolognesi di mettersi al servizio della nostra comunità, prendiamo la donazione come un impegno costante per garantire che le scorte di sangue e plasma siano sufficienti. Ogni goccia conta, e insieme possiamo fare la differenza!».

"Le donne sono sicuramente sensibili al tema della donazione e molto spesso sono proprio loro a stimolare i compagni, gli amici o i figli per diventare donatori. Siamo onorati di poter essere presenti oggi per l’avvio di questo progetto che ricorda a tutti quanto sia indispensabile il contributo che ognuno di noi può dare, soprattutto quando si parla di donazione di sangue o di plasma. Non posso che ringraziare le donatrici per il preziosissimo dono che con grande generosità offrono alla società - ringrazia Luciano Signorin, Presidente FIDAS Bologna OdV - Mi auguro che tante donne che ancora non donano o che hanno smesso di donare si avvicinino di nuovo a questo mondo e, insieme a loro, tanti nuovi donatori, pronti, insieme, per aiutare il prossimo e contribuire così a garantire a tutta la società un sistema-sangue efficace e disponibile per chiunque ne abbia bisogno. Donare è un gesto di altruismo: chi dona sangue, dona vita".

"Lo shock da emorragia e la coagulopatia sono tra le cause principali della perdita precoce di un paziente vittima di trauma. Poter disporre rapidamente di emazie e plasmaderivati è fondamentale nell'approccio moderno al trattamento del paziente politraumatizzato - spiega Carlo Coniglio, Responsabile Trauma centre Ospedale Maggiore - Un gesto semplice, ma al tempo stesso grande come quello della donazione di sangue e plasma, consente di fare spesso la differenza tra la vita e la morte. Sono circa 300 i litri di sangue che vengono utilizzati ogni anno dal Trauma centre dell’Ospedale Maggiore per cercare di salvare la vita alle vittime di politraumi che qui ricevono cura e assistenza".

Come e dove donare

Per candidarsi alla donazione di sangue bisogna aver compiuto 18 anni, pesare non meno di 50 chilogrammi, godere di buona salute e condurre uno stile di vita sano.

Dopodiché è possibile prenotare una visita di idoneità preliminare nei centri di raccolta sangue più vicini alla propria abitazione.

Nel corso della visita un medico accoglierà l’aspirante donatore/donatrice per un colloquio, una visita e un prelievo del sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio prescritti, in modo da accertare l’idoneità.

È possibile donare in 15 centri di raccolta sul territorio metropolitano: Casa dei Donatori di Sangue, Ospedale S. Orsola, Ospedale Bellaria, Bazzano, Budrio, Castel Maggiore, Castiglione dei Pepoli, Imola, Loiano, Medicina, Molinella, Porretta Terme, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale e Vergato.    

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