Cronaca

Fatta a pezzi e gettata tra i rifiuti: “La violenza che uccide una donna è la sconfitta di un popolo”

Bologna si sveglia sotto shock apprendendo dell’omicidio di una trentunenne, il cui cadavere, dissezionato, è stato ritrovata in un cassonetto. L'appello della consigliera metropolitana Seta: "Non servono scarpette rosse , davanti alle quali si passa distratti, servono educazione e parole"

Bologna si sveglia sconvolta dalla notizia della morte di una giovane donna, Emma Pezemo, 31enne originaria del Camerun, trovata a pezzi dentro un cassonetto in viale Togliatti. Le indagini sono in corso ma la pista al momento più accreditata è che ad ucciderla sia stato il fidanzato, Jacques Honoré Ngouenet,
43enne del Camerun, trovato senza vita in casa, dove si sarebbe impiccato.

Quello che si delinea come un caso drammatico di suicidio-femminicidio torna a porre l'accento sulla parità di genere, l'educazione al rispetto. Dietro la follia dell’omicidio, la dissezione del corpo e l'immagine del cassonetto come luogo naturale dove gettare i rifiuti, la "parità di genere sembra un concetto troppo lontano anche solo per poterlo menzionare". Così Erika Seta -Coordinatore Regionale Forza Italia e Consigliere Cittá Metropolitana di Bologna gruppo Uniti per l’alternativa, che sottolinea come "siamo ancora alle prime lettere dell’alfabeto nel modo di considerare le donne, nel mondo. Ed è per questo che bisogna parlarne e parlarne tanto e indignarsi. Perché solo parlandone si potrà inculcare nelle società e nelle giovani generazioni di domani che la violenza che uccide una donna è la sconfitta di un popolo." 

"Finché non si inizierà a valutare come gravissimo ogni singolo atto contro una donna non ci sarà mai la cultura sociale dell’equilibrio di genere. Non voglio la parità di genere voglio l’equilibrio, che una donna sia considerata un essere umano senza distinzione di sesso e che il femminicidio possa tornare ad essere un omicidio, l’assassinio di un essere umano. Oggi usiamo questa parola perché la violenza contro le donne merita una sua connotazione linguistica perchè è un omicidio legato all’essere femmina.
Nessuna donna merita di essere oggetto di violenza solo perché è una donna". Così aggiunge la consigliera chiosando: "Non servono ne le scarpette rosse ne le panchine, davanti alle quali si passa distratti, servono educazione e parole".

Femminicidio Bologna, Emma fatta a pezzi e buttata in un cassonetto: domenica di orrore in via Togliatti

Il fatto. Nel pomeriggio di ieri, domenica 2 maggio, la Polizia è intervenuta in via de Nicola per una segnalazione da parte delle coinquiline della  vittima, Emma Pezemo, originaria del Camerun, preoccupate dal fatto che la donna, 31 anni, non era rientrata nella propria abitazione nè aveva dato alcuna notizia di sè. Attivate le ricerche, poco dopo è arrivata la tragica scoperta. Il corpo della giovane è stato rinvenuto in un cassonetto di via Togliatti, era stato fatto a pezzi, probabilmente con un'ascia. A portare gli investigatori dritti al cadavere sono state alcune tracce di sangue intorno al bidone del rusco segnalate da alcuni cittadini.

Il giallo ben presto pare avere una pista. Poco dopo il rinvenimento del cadavere di Emma, i poliziotti hanno trovato un altro corpo senza vita. Quello del compagno della giovane(43 anni, anche lui del Camerun, che era da qualche tempo ospite di una comunità per problemi psichici secondo quanto riferisce l'Ansa).

L'uomo si sarebbe ucciso impiccandosi. A far propendere per l'ipotesi di omicidio - suicidio un biglietto. Lo avrebbe scritto il 43enne, in francese, con frasi un po' sconclusionate. Lo scritto conterrebbe, secondo gli investigatori, elementi che fanno capire le sue responsabilità nel fatto.

E mentre gli inquirenti sono al lavoro per ricomporre tutti i tasselli, si attendono risposte dall'esame dei due cadaveri. Nel frattempo si levano  interrogativi e appelli.

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