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Droga, Bologna 'mercato lbero': "Inutili i controlli in Montagnola in zona U"

Dati allarmanti che emergono dal dossier d Libera: 'Nei bar di periferia fanno finta di giocare alle slot e invece usano i locali come ufficio'

Tutti i tipi di droghe venduti (e consumati) a Bologna, crocevia del traffico di stupefacenti, un mercato ricchissimo a flusso continuo. Libera Bologna e Libera informazione hanno realizzato il dossier "Bologna crocevia dei traffici di droga. Riga", acronimo di Report e inchieste di giornalismo antimafia.

Quali sono i collegamenti tra morti per overdose, spaccio e narcotraffico? E come gli affari delle mafie che lucrano sulle droghe incidono sulla quotidianita', da un punto di vista economico, sociale e politico? Per rispondere a queste domande

Sequestri 

I sequestri sono decuplicati: in Emilia-Romagna si è passati dai 1.502,38 chili del 2016 ai 15.334,09 del 2017 (nel 2014 erano stati sequestrati, complessivamente, 922 chili). Il primato dei sequestri nell'anno passato spetta alla provincia di Parma, seguita da Ravenna e Ferrara. Bologna è quarta, ma detiene il primato regionale in tema di sequestri di eroina (oltre 31 chili), di cocaina (circa 47 chili), di piante di marijuana coltivate in casa (1.541) e di denunce (550, di cui 435 stranieri).

"Nel 2018- afferma Piero Innocenti, ex dirigente della Polizia di Stato, direttore del Servizio affari internazionali e Servizio operazioni antidroga della Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa)- stando ai primi dati elaborati dalla Dcsa la situazione in regione sul narcotraffico è destinata a peggiorare e non si vede, allo stato attuale, nessuna ragionevole iniziativa per arginare un fenomeno criminale cosi' devastante".

Spaccio e stranieri

Forte l'incidenza degli stranieri sul totale delle persone denunciate per spaccio: a Bologna è del 79%, nelle altre province supera il 50. "Al di la' delle strumentalizzazioni- spiega Innocenti- il commercio degli stupefacenti in strada è controllato in prevalenza dagli stranieri". Gruppi criminali stranieri gestiscono le piazze in accordo con le mafie nostrane, interessate maggiormente ai grandi traffici. Il giro d'affari generato è così grande che si può spartire tra le varie mafie, con vantaggi e guadagni per tutte. Il narcotraffico, infatti, ha una capacità di generare utili pari a circa il 90% del suo fatturato complessivo.

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