Dpcm 4 novembre, coprifuoco alle 22 e regioni zone rosse. Emilia Romagna in zona arancione?

Dad per le superiori, grandi negozi chiusi nel weekend. Poi i lockdown mirati nelle regione considerate a rischio: a stabilirli sarà una ordinanza del ministero della Salute. Le misure valgono fino al 3 dicembre

Firmato poco dopo mezzanotte il nuovo Dpcm. Dopo ore, giorni di frenetiche consultazioni e una mediazione con le Regioni, arriva il decreto che sarà in vigore dal 5 novembre e fino al 3 dicembre. Tra le novità spicca soprattutto il coprifuoco totale nazionale dopo le 22, mentre per i lockdown saranno le regioni a rischio a chiudere, in base a ordinanze specifiche del ministero della Salute.

Dpcm 3 novembre: ecco il testo completo

Regioni divise in 3 zone, l'Emilia Romagna arancione o verde?

Le regioni saranno classificate in 3 diverse zone: rossa - ovvero le aree dove si registrano maggiori criticità - arancione e verde. L'Emilia-Romagna, sulla base di alcuni indicatori, sarebbe in bilico sul limitare della fascia arancione, pesa l’Rt a 1,6, ovvero oltre il livello di guardia stabilito dall’Istituto superiore di sanità. Secondo gli scenari prefigurati nelle scorse ore, in zona rossa dovrebbero rientrare invece Campania, Lombardia, Liguria, Lazio e Valle d'Aosta. Ma la partita è ancora da sciogliere e si avanzano dubbi da parte delle regioni sulla rubricazione dei territori nelle zone ad alta criticità. 

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Le novità a carattere nazionale 

  • Coprifuoco dalle 22 alle 5: al di fuori di questo orario, sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. In altre parole la formula è in tutto e per tutto uguale a quella del lockdown di marzo
  • Didattica a distanza alle superiori, obbligo mascherina elementari e medie : 100 per cento di Dad nelle scuole superiori di secondo grado. Nelle scuole di primo grado e infanzia le lezioni continueranno, ma sarà obbligo di mascherina sopra i sei anni e tranne se affetti da patologie resporatorie
  • Grandi negozi chiusi nel weekend: serrande giù sabato, domenica e festivi per le grandi strutture di vendita di beni non essenziali. Del pari chiusi anche i negozi nei centri commerciali che sempre non siano considerati beni essenziali
  • Bar e ristoranti aperti dalle 5 alle 18: massimo 4 persone al tavolo, tutte conviventi. Asporto fino alle 22, consegne a domicilio libere.
  • Divieto di consumo in luogo pubblico dopo le 18: vietato consumare cibo e alcoolici nei luoghi pubblici e aperti al pubblico
  • Trasporto pubblico locale torna al 50 per cento: torna il contingentamenti nei mezzi pubblici locali, cioè solo bus e treni regionali. Eccezione fatta per il trasporto scolastico
  • Sospesi tutti i concorsi pubblici e privati: divieto per preselettive ed esami scritti, rimagono aperte le modalità telematiche e per curriculum. Corsi di formazione solo a distanza
  • Sop mostre, musei e altri luoghi di cultura

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Le restrizioni per le 'zone verdi'

Qui misure meno rigide ma più restrittive rispetto al decreto dello scorso 24 ottobre:

  • Il "coprifuoco" scatta alle 22: vietato uscire di casa, salvo motivi di salute o lavoro.
  • DAD al 100% per le scuole superiori
  • Nel trasporto pubblico capienza dimezzata: 50 per cento su bus, metro e treni regionali
  • Centri commerciali chiusi nel weekend e nei festivi
  • Stop i musei
  • Sospesi concorsi pubblici

Scenario tre, nella 'zona arancione' si aggiungono le seguenti misure: 

  • Divieto di entrata e uscita dalla regione
  • Divieto di entrata e uscita dal comune di residenza
  • Stop a bar e ristoranti: tranne consegna a domicilio

Scenario quattro. 'Lockdown' mirati nelle 'regioni rosse' 

Il nuovo Dpcm del 3 novembre prevede che, in caso di regione a rischio più alto -e a definirlo sarà una ordinanza del ministero della Salute sulla base di un documento di prevenzione appositamente stilato ogni settimana- si procederà con misure più stringenti rispetto alle altre aree, tra le principali:

  • Divieto di entrata e uscita dalla regione: come nel lockdown di marzo, si potrà uscire da e per la regione in questione solo con l'autocertificazione per motivi di lavoro, salute, necessità e urgenza. Si potrà rientrare alla propria residenza.
  • Divieto di entrata e uscita dal comune di residenza: come sopra, ma con limite il comune di residenza. Fanno eccezione i servizi non sospesi e non disponibili
  • Stop a bar e ristoranti: anche pasticcerie e gelaterie chiuse. Rimangono asporto fino le 22 e domicilio. Rimangono aperti solo le stazioni di rifornimento e servizio, come pure i catering e mense aziendali su base contrattuale 
  • Stop attività sportive all'aperto: consentita solo la passeggiata sotto casa 
  • Stop a negozi al detttaglio: salvo farmacie e altre attività essenziali

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