Iniziativa salva-cinema, le sale bolognesi guardano avanti: "Un abbonamento che dura 100 anni"

L'idea un po'bizzarra è un augurio di lunga vita e un modo che gli spettatori hanno per sostenere le loro sale cinematografiche: "Non è nominale e vale per 4 spettacoli in tutti i nostri cinema"

Il Covid non potrà certo durare un secolo. Eppure l'abbonamento per il cinema a Bologna vale per i prossimi 100 anni: "Una soluzione forse un po' bizzarra, ma quanto mai attuale per sostenere i nostri cinema in un momento drammatico come questo - spiega Elena Roda, responsabile marketing di Circuito Cinema Bologna, che racchiude Europa, Odeon, Rialto e Roma - un'idea che nasce da un'esigenza e che pare sia piaciuta molto ai nostri clienti affezionati, con cui abbiamo un rapporto privilegiato". 

In cosa consiste di fatto questo abbonamento, quanto costa e come si acquista? Cosa ha di diverso rispetto a quelli che offrivate già? "Si tratta di abbonamenti che si possono utilizzare praticamente sempre, da qui a 100 anni, in tutte le sale del Circuito Cinema Bologna una volta attive, validi tutti i giorni e per tutti gli spettacoli in programmazione. Un abbonamento quasi senza scadenza che si può acquistare subito: 4 ingressi a 20 euro, alla portata di tutti insomma. Rispetto alle versioni che conoscevate già, questi non sono nominali e possono quindi essere quindi cedibili". 

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"Un modo per augurarsi una lunghissima vita"

Come nasce questa idea e quali sono state le prime reazioni dei vostri spettatori? Con quale stato d'animo state affrontando questa nuova chiusura? "L'idea nasce fondamentalmente da un bisogno e dall'esperienza che abbiamo avuto lo scorso inverno, ai tempi del primo lockdown, quando a febbraio chiudendo ci siamo trovati con tanti abbonamenti a cui andava estesa la validità. Stavolta ci siamo voluti mettere nella situazione di non dover correre ai ripari ed è nata così, in modo un po' scherzoso questo modo per augurarci una lunga vita. Almeno un secolo insomma visto che l'abbiamo chiamata Cent'anni di Cinema. Dopo il dpcm che ci ha fatto abbassare nuovamente la serranda ci sono arrivate chiamate, messaggi, mail e post di supporto. Addirittura i nostri clienti ci hanno chiesto cosa potessero fare per aiutarci". E adesso dunque un modo c'è. 

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Un flashback allo scorso inverno: "Stavolta vorremmo delle certezze"

"Per quanto riguarda il nostro stato d'animo, non siamo certo avulsi dalla realtà e nessuno si augurava una seconda ondata, soprattutto dopo gli sforzi fatti per riaprire dopo il primo lockdown. Il clima che stiamo vivendo è un po' un flashback (giusto per usare termini cinematografici) dello scorso inverno, con la differenza che adesso ci interessa avere delle certezze sulla ripartenza, un tavolo attivo in cui si delibera come e quali saranno le aperture in modo da arrivare per tempo, non impreparati e non spiazzati come in precedenza".

C'è qualcosa che si è imparato da questa pandemia? Una risorsa emersa grazie all'emergenza e che potrebbe restare oltre il virus? "Sicuramente quello che salviamo dall'assetto da Covid è la vendita online dei biglietti,  che snellisce le procedure. Ci auguriamo di aprire quanto prima per tornare a lavorare serenamente, consci che la salute collettiva non è più a rischio". 

Cosa vi aspettate dallo Stato? Avete partecipato alla manifestazione in Piazza Maggiore? "Alcuni di noi hanno partecipato al flashmob, soprattutto la parte degli operatori. Rientriamo nei ristori come categorie e contiamo sui sostegni annunciati da Franceschini ma anche su quei 10 milioni che Bonaccini ha garantito alla cultura. Aspettiamo il decreto legge e per ora restiamo congelati". 

Con quali film le piacerebbe riaccendere il grande schermo? "Uno dei film più attesi è firmato da registi bolognesi di adozione e un po' tutti  noi abbiamo vissuto le riprese realizzata a Bologna. Si tratta di Diabolik, diretto da Antonio e Marco Manetti, con Luca Marinelli e Miriam Leone. Speriamo di vederlo il prima possibile!"

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