"L'assenza spettacolare", anche il settore cultura-spettacolo protesta vs le misure anti-Covid

Manifestazione oggi in piazza Roosvelt contro gli effetti delle misure anti-Covid emanate dal Governo sul settore cultura-spettacolo e per chiedere l'istituzione di un tavolo permanente tra le parti sociali e più tutele per i lavoratori atipici

Risuona del grido di dolore dei lavoratori piazza , dove oggi ha luogo la manifestazione regionale in occasione della giornata nazionale di mobilitazione "L'assenza spettacolare". L'iniziativa è promossa da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil per protestare contro gli effetti delle misure anti-Covid emanate dal Governo sul settore cultura-spettacolo e per chiedere l'istituzione di un tavolo permanente tra le parti sociali e più tutele per i lavoratori atipici. 

Quella di oggi è l'ennesima mobilitazione di dissenso contro il mini lockdown decisod al Governo. Dai bar ai ristoranti, dalle palestre, alle fiere. E non solo. Sono tanti i comparti che si sentono danneggiati dalle misure sancite dall'ultimo decreto Conte. 

Teatri e cinema chiusi, sfoghi dal settore: "Criteri di assoluta sicurezza, la controproposta? Il buonsenso" 

Poche ore prima la rabbia all'ombra del Nettuno

Solo ieri sera a sbandierare striscioni al vetriolo erano i lavoratori riuniti all'ombra del Nettuno da Usb Bologna ed Emilia-Romagna che, in contemporanea con la manifestazione di Napoli, hanno protestato e contro le misure anti-Covid  e vs la mancanza di ammortizzatori sociali adeguati, chiedendo al Governo: "Se ci chiudi, tu ci paghi"

Usb: "La nostra è una piazza diversa"|VIDEO 

Dai locali, al mondo dello sport. Bologna si mobilita vs il Dpcm

Lo scorso mercoledì piazza Maggiore è stata teatro di una mobilitazione pacifica, condivisa da associazioni categoria, gruppi e singoli lavoratori, dai tassisti agli operatori della cultura, dello sport, del turismo. Stesso lo slogan dei manifestanti: "Tu chiudi e tu ci paghi. Se il governo ci chiude il governo ci paga. Non siamo criminali, ma lavoratori".

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Risale invece al giorno prima il flash mob voluto da Cna , sempre in attacco all'ultimo Dcpm: gestori di palestre, tassisti, allestitori di fiere ed eventi e ristoratori si sono riuniti, davanti ai palazzi della regione, sotto lo slogan "Non spegnete le imprese". Lamentando - tra le altre cose - di aver sostenuto forti investimenti nei mesi scorsi per adeguarsi alle nuove norme anticovid e poi di vedersi invece costretti a serrate, totali o anticipate. 

C'è poi chi ha fatto rumore con altri mezzi. E' il caso della star della pasticceria, Gino Fabbri, che ha deciso di solidalizzare con i colleghi lasciando chiuso anche a pranzo il suo locale di Granarolo. "Abbiamo scelto di chiudere in pausa pranzo per solidarietà e aiuto nei confronti dei colleghi ristoratori" -si legge in un messaggio social. Si tratta di una scelta "per favorire colleghi che vengono penalizzati dal nuovo decreto pur avendo spazi perfetti".

Non è mancato neppure  anche chi ha deciso di non piegarsi a quanto impone il decreto del 25 ottobre scorso. E' il caso del bistrot Bonaccorsi all'angolo tra viale Aldini e via Saragozza. Il titolare, Giorgio Perna, ha deciso infatti di tenere su le saracinesche del locale, anche  oltre le 18.  

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