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Laurea ad honorem a Mario Draghi: "Unione Europea successo politico ed economico"

Il conferimento da parte nell'aula magna di Santa Lucia. Ubertini: "Esempio da seguire, uno dei volti d'Europa"

 

"Mario Draghi, uno dei volti dell'Europa, colui che non ha indietreggiato nei momenti difficili, colui che ha saputo dire anche le parole non gradite nel momento in cui era necessario". Con queste parole il rettore dell'Università di Bologna, Francesco Ubertini, accoglie il presidente della Bce, Mario Draghi, che oggi riceve dall'Alma Mater la laurea ad honorem in Giurisprudenza.

"Ogni giorno si è impegnato nel mantenere alto il nome del nostro Paese dentro quel progetto meraviglioso e antichissimo che si chiama Europa -riconosce il rettore- sottolineando la vocazione internazionale e europeista dell'Università di Bologna, la prima università italiana per scambi studenteschi".

La cerimonia si è tenuta in Santa Lucia e il presidente della Bce ha esordito ringraziando la platea per il calore ricevuto: "Inizialmente vorrei ringraziare per il calore di questo applauso, per le bellissime parole e per l’onore che mi viene fatto oggi con questa laurea".

Dopo il conferimento del titolo, Draghi ha tenuto una lezione sull'Unione europea dal titolo "La sovranità in un mondo globalizzato". Non bisogna confondere l'indipendenza di un Paese con la sua sovranità: Draghi affronta il tema della sovranità in un mondo interconnesso e considera i diversi approcci che tengono banco verso l'Ue.

"Se da un lato resta apprezzata la libera circolazione di persone e merci, e il 75% dei cittadini dell'area dell'euro è a favore dell'euro e dell'unione monetaria e il 71% degli europei è a favore della politica commerciale comune, ricorda Draghi nella sua lezione dottorale, allo stesso tempo pesano altre questioni.

Diminuisce dal 57% nel 2007 al 42% di oggi, segnala il presidente della Banca Centrale Europea, la considerazione che i cittadini europei hanno delle istituzioni dell'Unione. Peraltro, questo declino è parte di un fenomeno più generale che vede diminuire la fiducia in tutte le istituzioni pubbliche, con quella verso i governi e i parlamenti nazionali che oggi si attesta appena al 35%.

Questa discrasia nei sondaggi, come la chiama Draghi, puo' essere spiegata allora "con la percezione che ci sia un trade-off tra l'essere membri dell'Unione europea e la sovranità dei singoli Stati. Secondo questo modo di pensare, per riappropriarsi della sovranità nazionale sarebbe necessario indebolire le strutture politiche dell'Unione europea. Ritengo sbagliata questa convinzione- scandisce quindi il numero uno della Bce- perché confonde la indipendenza con la sovranità".

Unione Europea, un successo

Potrà e dovrà anche cambiare, migliorare, ma intanto l'Unione europea è stata un successo. Politico ed economico: "L'Unione Europea- evidenzia Draghi dal palco- è stata un successo politico costruito all'interno dell'ordine internazionale emerso alla fine della seconda guerra mondiale. Dei valori di libertà, pace, prosperità, su cui quest'ordine si fondava, l'Unione europea è stata l'interprete fedele".

"Ma l'Unione europea è stata anche un successo economico- continua il presidente della Bce- perché ha offerto l'ambiente in cui le energie dei suoi cittadini hanno prodotto una prosperità  diffusa e durevole fondata sul mercato unico e protetta dalla moneta unica. Gli ultimi 10 anni- contestualizza Draghi- hanno messo drammaticamente in luce carenze delle politiche nazionali e necessità di evoluzione nella cooperazione all'interno dell'Unione europea e al suo esterno".

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