Cronaca Santo Stefano

Droga e pasticche nelle vie "bene" della città: scatta l'inchiesta, coinvolti giovanissimi

La denuncia di una madre che ha accompagnato la figlia in ospedale dopo una serata di sballo e pasticche

Droghe sintentiche, ma non solo, e un'inchiesta scattata qualche settimana, dopo la denuncia di una madre che ha accompagnato la figlia in ospedale dopo una serata di sballo e pasticche: un giro di droga che si concentrerebbe fuori Porta San Mamolo, via residenziale della Bologna "bene".
Da quanto si apprende, i Carabinieri stanno sentendo le persone "informate sui fatti" per cercare di delineare più dettagliatamente una faccenda che coinvolge ragazzi e ragazze, talvolta anche minorenni. 

E ovviamente torna alla memoria l'indagine denominata "Villa Inferno" con un mix di cocaina, festini, orge, spaccio, voyeurismo, pratiche sado-maso, foto e video porno. Sempre in zona, qualche giorno fa, due ragazzi di 20 e 24 anni sono finiti ai domiciliari con l'accusa di spaccio. I Carabinieri li hanno fermati su un'auto che stava gironzolando per via San Mamolo, sequestrando ovuli di hashish e una bilancina di precisione, mentre nella loro abitazione sono stati trovati altri 135 grammi di sostanze leggere e ben 17mila euro in contanti. 

A fine maggio, tre giovani erano stati arrestati per spaccio, dopo una perquisizione della Polizia in una abitazione in zona San Mamolo, dopo diverse segnalazioni. 

A febbraio scorso era stato arrestato “Troll”, un 26enne bolognese, che gestiva "gli affari" attraverso i servizi di messaggistica istantanea ed era il referente di 16 giovani, tra i 20 e i 29 anni. Gli indagati, provenienti anche da famiglie benestanti, utilizzavano un appartamento e un garage situato in via Mazzini per confezionare la droga e vederla agli studenti delle scuole superiori, anche minorenni e a quelli universitari. 

La pandemia ha cambiato le abitudini all'uso di droghe tra i giovani: "Ultima tenenza l'affitto di case per sballarsi"| VIDEO 

"L’uso di sostanze si è spostato in parte in ambito privato, quindi nelle case. Sappiamo di ragazzi che affittavano un appartamento per passare lì la serata, fino alle 3 o 4 di notte, insieme agli amici”. Ma tra i giovani avviene anche un consumo individuale delle sostanze: “Per alcuni è una maniera per affrontare le difficoltà che stanno vivendo, o per staccare da determinati pensieri”. 

A dirlo è Marcello Lolli, responsabile di Area 15, servizio istituito dal Comune di Bologna e gestito dalla cooperativa sociale Open Group con la Carovana onlus, che nasce come punto cittadino per intercettare e dare una risposta ai giovani che riportano criticità, dubbi e domande sulle sostanze legali e illegali, ma anche sulle nuove tecnologie. 

Area 15 è un servizio gratuito e ad accesso libero, attivo dal 2013 e rivolto ai giovani fino a 24 anni di età. Un’équipe formata da educatori e psicologi è a disposizione per consulenze informative, incontri individuali a carattere psicologico e incontri tematici di gruppo: si tratta di uno spazio informale d’incontro, ideato per non essere stigmatizzante, e anzi pensato perché possa essere il più possibile accogliente, favorendo il dialogo e l’ascolto. 

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