Eroina, a Bologna crescono i morti per overdose

I dati raccolti dall'osservatorio epidemiologico e dipendenze patologiche dell'Ausl di Bologna

Si conferma il trend in aumento dei morti per overdose a Bologna. Nel 2018 hanno perso la vita 18 persone, il dato più alto dal picco del 2013, quando si registrarono 23 decessi, e sette in più rispetto al 2017. Allo stesso tempo, è costante il calo degli accessi al Pronto soccorso per overdose da sostanze illegali: nel 2018 sono stati 50, meno della metà rispetto a otto anni fa (furono 113 nel 2012).

I dati, in parte ancora provvisori, sono stati raccolti dall'Osservatorio epidemiologico e dipendenze patologiche dell'Ausl di Bologna sull'intera area metropolitana, sulla base del registro mortalità dell'azienda sanitaria, e pubblicati sul portale online della struttura.

Dei 18 decessi per overdose, per lo più a causa di oppioidi, la stragrande maggioranza è avvenuta nel fine settimana: quattro di venerdì, otto di sabato e due di domenica. Trend simile anche per gli accessi al Pronto soccorso: sui 50 finiti in ospedale nel 2018, sei sono arrivati di venerdì, 10 di sabato e nove di domenica (in totale 25, dunque il 50%), a cui se ne aggiungono altri cinque nelle giornate di lunedì.

Appare in costante aumento l'età media, sia di chi muore per overdose (43,4 anni) sia di chi va al Pronto soccorso (40,2 anni). Tra le persone che hanno perso la vita è in crescita anche il numero delle donne, che nel 2018 arriva a sfiorare il 40%. In calo invece i non nativi (5,6%) mentre un terzo dei decessi riguarda persone non residenti a Bologna e provincia (dato stabile). Poco meno della metà (44,4%) era conosciuta ai servizi.

Secondo Raimondo Pavarin, direttore dell'Osservatorio epidemiologico dell'Ausl di Bologna, "si tratta di un target ben definito. Sono persone già provate e indebolite da anni di utilizzo di sostanze- spiega alla 'Dire'- quindi con uno stato di salute compromesso da una lunga carriera di tossicodipendenza". Inoltre, essendo in buona parte in contatto con i servizi, sono anche persone che consumano le sostanze a 'intermittenza'. Soggetti cioè che, anche secondo la letteratura scientifica, presentano un rischio di mortalità più elevato.

L'aumento dei decessi per overdose sarebbe dunque legato soprattutto a questo fattore. "Non è un problema di sostanze sul mercato- sostiene Pavarin- altrimenti avremmo un contestuale aumento anche degli accessi al Pronto soccorso. E non è un problema legato a consumatori nuovi o inesperti, visto l'aumento costante dell'età media". (San/ Dire)

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