Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Procura: "Uso droghe imponente", ma "a Bologna la lotta allo spaccio dà frutti positivi"

Il Procuratore Amato rileva che "il nostro sistema non funziona adeguatamente", in quanto "mancano strumenti sanzionatori. E' nota l'attenzione al fenomeno, specie in piazza Verdi, alla Montagnola e al Pilastro"

A Bologna il contrasto allo spaccio di droga "sembra stia cominciando a dare frutti positivi", anche se "è certo che l'uso di droghe è quantitativamente imponente, a Bologna come in ogni altro luogo". Lo sottolinea la Procura nel suo Bilancio sociale relativo al periodo che va dall'1 luglio 2020 al 30 giugno di quest'anno, non può essere esclusivamente di competenza della magistratura e delle Forze dell'ordine.

Infatti, scrive il procuratore capo Giuseppe Amato, "finché c'è domanda ci sarà sempre offerta, quali che siano le risposte di contrasto delle forze di Polizia e della magistratura". Servirebbe quindi "una forte risposta culturale e soprattutto una risposta sociale", afferma Amato citando Roberto Saviano, che "ha scritto che 'la disperazione del mondo crea la dipendenza da droga'". Ma dal momento che "noi non siamo sociologi, né politici", spiega il procuratore capo, "dobbiamo interrogarci sull'efficienza del sistema, preventivo e di contrasto". Anche in quest'ambito, però, Amato rileva che "il nostro sistema non funziona adeguatamente", in quanto "mancano strumenti sanzionatori che possano fare da controspinta psicologica rispetto all'uso personale di stupefacenti", e auspica "un intervento del legislatore, alla luce di quella che è stata la controversa evoluzione della normativa nel tempo". Quanto alla repressione dello spaccio a Bologna, dove "è nota l'attenzione al fenomeno, specie in piazza Verdi, alla Montagnola e al Pilastro", Amato ribadisce che "le Forze dell'ordine si stanno impegnando da tempo, con risultati lusinghieri", come dimostra il fatto che le notizie di reato iscritte, 784 a carico di persone note, sono inferiori alle 745 del 2020 e soprattutto alle 821 del 2019.

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I dati sui nuovi fasicoli, prosegue Amato, si possono interpretare come il risultato di "un accresciuto controllo del territorio", a cui si affianca "una riduzione, sia pure modesta, dei traffici, anche grazie a numerose indagini per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti svolte dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Bologna". Altri numeri che inducono all'ottimismo sono, secondo il procuratore, quelli relativi "alle richieste di convalida degli arresti o dei fermi (138, contro i 133 del 2020 e i 106 del 2019), ma anche dagli esercizi dell'azione penale per il reato di produzione, traffico e detenzione di stupefacenti cui all'articolo 73 del dpr n. 309 del 1990, che "va letto tenendo conto anche delle 'altre modalità di definizione', cioè considerando l'accresciuto ricorso alle modalità di definizione 'alternative'". (dire)

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