Droga durante il lockdown, come si sono comportati i bolognesi

Indagine del Serd sulle abitudini di uso delle sostanze illegali. Crollate le droghe eccitanti, molti hanno smesso l'assunzione di quelle leggere. Ma chi ha continuato ha aumentato l'uso: sono giovani, ben istruiti e lavoratori

A Bologna e provincia il lockdown ha fatto calare il consumo di alcol e droghe tra i consumatori 'integrati', quindi benestanti e con un alto livello di scolarizzazione. Ma chi ha continuato a fare uso di cannabis lo ha fatto spendendo di più e intensificando il consumo.

Questi, in sintesi, i risultati di una ricerca condotta da aprile, tramite interviste via Skype, su 188 persone che non si sono mai rivolte ai Serd, illustrati dal responsabile dell'Osservatorio epidemiologico e dipendenze dell'Ausl di Bologna, Raimondo Pavarin, durante il webinar 'L'uso di sostanze prima e durante il lockdown'.

Si tratta, spiega Pavarin, di persone "che tra gennaio e aprile hanno fatto uso almeno una volta di una sostanza illegale, che per due terzi lavorano e per il resto studiano, con un'età media di 29 anni, un reddito mensile di almeno 1.000 euro e un'alta scolarizzazione".

Di queste, aggiunge, "nessuna usa eroina, mentre tutte fanno uso di cannabis (quotidiano nella metà dei casi) e uno su tre usa nei weekend o saltuariamente cocaina, ketamina o Mdma". Durante il lockdown, dettaglia il dirigente dell'Ausl, e' emerso "un calo significativo di persone che usano alcol (in particolare superalcolici e aperitivi), cocaina, Mdma e ketamina".

Calo che invece "è più lieve per quanto riguarda il tabacco e la cannabis, mentre il Cbd (cannabidiolo, ndr) fa segnare un lieve aumento". Scende anche da 65 a 48 euro la spesa media mensile per tutte queste sostanze. Nel dettaglio, "il 20% ha smesso di usare sostanze illegali, il 10% ha smesso di usare alcol, e circa il 5% ha smesso con il tabacco, ma soprattutto si è smesso di usare Mdma, speed, cocaina e ketamina".

Bolognesi e droghe in lockdown: aumentano i prezzi, crollano alcoolici e cocaina

Per quanto riguarda gli alcolici, prosegue Pavarin, "una persona su tre che prima del lockdown si era ubriacata non lo ha fatto durante il lockdown", e scendono anche i dati relativi "all'uso quotidiano di superalcolici e, in generale, all'uso quotidiano di alcol, con una media che passa da cinque a quattro unità alcoliche al giorno".

Diversa la situazione relativa alla cannabis: se infatti "sono calati leggermente i consumatori, chi ha continuato a consumarla lo ha però fatto a prezzo maggiorato e consumandola più intensamente". In particolare, si registrano "un aumento di prezzo da 8 a 12 euro al grammo, e da 30 a 34 euro per quanto riguarda la spesa media mensile", così come "aumentano i giorni medi di consumo al mese e gli episodi di consumo giornalieri".

Ma mentre aumentano prezzo e giorni medi di consumo, viene meno il 'controllo della qualità' delle sostanze che si acquistano, in particolare della cannabis: in pratica, sintetizza Pavarin, "quel che si è trovato si è comprato". E probabilmente non è casuale che "sia diminuita la quota di persone che si rivolgono a un venditore 'di fiducia' e aumenti quella di chi acquista 'a domicilio', anche se la percentuale di acquisti online è rimasta stabile al 5% prima e durante il lockdown".

Cambiano anche le modalità e le motivazioni alla base del consumo di sostanze: da un lato "se ne consumano meno con amici o persone fidate, mentre aumenta il consumo da soli o a casa", e dall'altro si osserva "un calo significativo dell'uso di alcol, cannabis e cocaina per divertimento" o per motivi 'sociali' o di 'contesto'. Ciò significa, secondo il dirigente Ausl, che queste sostanze "non sono considerate 'necessarie'" dagli intervistati. 

Si riscontra invece un "aumento significativo di chi usa cocaina per fuggire dalla realtà e di chi usa cannabis per cercare sensazioni particolari", così come emerge che "chi ha continuato ad usare sostanze lo fa per noia o per abitudine, nel caso di alcol e cannabis, e aumenta la quota di chi usa cannabis per relax o per ridurre lo stress".

Bolognesi e droghe in lockdown: gli accessi al Ps

In pratica, sintetizza Pavarin, "chi ha continuato a fare uso di sostanze lo ha fatto per motivazioni individuali". Dalla ricerca si osserva inoltre che "c'è un sommerso nelle dipendenze, che emerge per la difficoltà a rifornirsi negli 'open market': chi si riforniva in strada si è trovato in difficoltà, e c'è stato un aumento di accessi ai servizi di riduzione del danno per l'uso di eroina, il che ci dice che c'è una fascia sommersa di consumatori che ancora non si rivolgono ai servizi".

Per quanto riguarda gli accessi al Pronto soccorso si registrano invece delle "differenze tra alcol e droghe: per queste ultime, in particolare, è calato il numero complessivo degli accessi, ma non tra gli over 50, dove anzi è aumentato". Sul fronte degli alcolici, "diminuiscono gli accessi degli under 40, che si ubriacavano in compagnia", il che indica che "c'è stato un cambiamento negli stili di consumo di alcolici tra i giovani".

Cambiamento che, invece, "non si riscontra per quanto riguarda il consumo di tabacco". In sostanza, tira le somme Pavarin, da quello che è emerso dalla ricerca, vale a dire che "sono diminuiti consumo e spesa per sostanze illegali e l'abuso di alcol, c'è stata la capacità di controllare e ridurre il consumo di sostanze, siamo passati da un uso legato alla socialità a uno solitario e c'è stato un calo di attenzione sulla qualità delle sostanze", si ricava che l'esperienza del lockdown "può darci una lezione sulle politiche di prevenzione, che vanno rinnovate e su cui vanno investite più risorse".

Infine, il dirigente Ausl fa il punto sugli accessi a Serd e Pronto soccorso tra gennaio e aprile. In quei mesi, spiega, gli accessi ai Serd "sono scesi da 32 a sei casi, mentre i servizi di riduzione del danno hanno avuto un andamento irregolare, con il picco a marzo".

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Sul fronte degli accessi ai Pronto soccorso, invece, nel 2020 "le probabilità di accesso per intossicazione alcolica acuta cala in modo significativo per gli under 40, così come scendono gli accessi di notte e nei weekend, mentre aumenta sia per gli under che per gli over 40 la probabilità di accesso per abuso di sostanze, aumento che per gli over 40 è statisticamente significativo". (Ama/ Dire)

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