Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Droga e favoritismi in cambio di 'liaison': docente di psichiatria indagato

Presunti trattamenti di favore per pochi studenti, utilizzo di stupefacenti e alcolici e relazioni con alcune studentesse. Denuncia da un gruppo di iscritti alla Scuola di specializzazione di Psichiatria, al vaglio dei Carabinieri

Presunti favoritismi per una ristretta 'cerchia' di allievi per pubblicazioni scientifiche oppure per i turni di lavoro. Incontri in cui avrebbe stimolato l'utilizzo di sostanze stupefacenti e di alcolici. Relazioni affettuose con alcune studentesse, che avrebbero goduto di un trattamento privilegiato.

Sono i comportamenti - ora al vaglio della Procura di Bologna - denunciati da un gruppo di iscritti alla Scuola di specializzazione di Psichiatria dell'università di Bologna e che riguardano un professore associato, conosciuto in ambito accademico, Alessandro Serretti. La vicenda è stata riferita dal Corriere di Bologna.

Al momento il docente risulta indagato per reati legati agli stupefacenti, mentre per le altre circostanze segnalate i carabinieri stanno verificando i contenuti delle denunce. Alcuni specializzandi (si tratta di laureati in Medicina e Chirurgia) sono stati sentiti.

Il fascicolo di indagine (affidato al pm Rossella Poggioli) è stato aperto circa quattro mesi fa, quando un'altra docente si rivolse ai militari, dopo aver 'raccolto' i racconti di due studentesse. Nei giorni scorsi, poi, alla Procura è arrivata una descrizione più dettagliata e circostanziata: un esposto firmato da 25 su 32 iscritti e inviato al Garante dell'Ateneo, quindi arrivato in rettorato e da lì spedito ai pm. Quello che viene descritto - a quanto si apprende - è un contesto fortemente 'avvelenato' all'interno della scuola. Per quanto riguarda eventuali profili penali, è tutto in fase di valutazione.

"Tutti i pubblici ufficiali, medici compresi, in presenza di fatti che potrebbero essere penalmente rilevanti hanno l'obbligo di informare immediatamente la Procura, per non rispondere del reato di omissione di atti di ufficio", ha spiegato il procuratore aggiunto, Valter Giovannini, riferendosi alla 'denuncia' fatta dalla docente.

IVANO DIONIGI. "Appena sono venuto a conoscenza dei fatti mi sono immediatamente attivato e ho subito trasmesso tutto a chi di dovere. Se anche un decimo di quanto viene scritto è vero sarebbe gravissimo. Attendo gli accertamenti della magistratura". Così il rettore dell'Università di Bologna, Ivano Dionigi, ha commentato la notizia dell'indagine che ha coinvolto un docente della Scuola di specializzazione, indagato per reati legati all'uso di sostanze stupefacenti. All'interno della documentazione alla base dell'inchiesta, c'è anche un esposto di alcuni studenti della scuola indirizzato allo stesso Dionigi e da lui inviato alla procura.

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