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Maxi traffico di droga: in mare cocaina per 100 milioni, le indagini partono dai 'bancomattari'

L'associazione a delinquere è stata costituita proprio in Emilia Romagna, le risorse per finanziarla sono partite da Bologna. All'origine la 'banda dei bancomat'

Un quantitativo di cocaina che avrebbe fruttato all'incirca 100 milioni di euro, per un valore all'ingrosso di 2 milioni di euro. Esattamente, quelli sequestrati in acque internazionali nell'operazione "Mi Vida", sono 506 chili di droga, ed erano destinati al mercato dell'Emilia-Romagna: le indagini sono partite proprio da Bologna e per la precisione da un'operazione del 2014 denominata "Bancomat", che aveva consentito di smantellare una banda specializzata negli sportelli bancari. 

Questo dunque, la banda del bancomat, il punto di partenza che ha consentito lo scorso 6 marzo di ammanettare 6 persone fra il Brasile, la Spagna e l'Italia (quattro sono italiani, uno è brasiliano e uno è spagnolo) e sono stati proprio i Carabinieri del Comando di Bologna a fornire tutti i dettagli di questa operazione (l’inchiesta condotta dal Pm Francesco Caleca) che ha comportato un importante lavoro di squadra fra il Nucleo Investigativo felsineo, il DDA (Direzione Distrettuale Antimafia), la Direzione Centrale Servizi Antidroga, l'Agenzia delle Dogane spagnola, Unidad de Drogas y Crimen Organizado e Maritime Analysis and Operations Centre - Narcotics. Fra i fermati anche un 48enne, nato a Bologna e residente a Riccione. "Sono state fondamentali le intercettazioni ambientali attivate con procedure veloci anche all'estero - ha spiegato Valerio Giardina, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna - e la Procura in questo ci è stata molto vicina". 

Dalle investigazioni avvenute nel corso del 2015 sono emersi dei collegamenti frai "bancomattari" bolognesi e altri soggetti (sia italiani che stranieri) attivi nel traffico internazionale di stupefacenti e poi delineata via, via una rete che consentiva l'alimentazione regolare del mercato nella nostra regione con flusso di sostanze provenienti dal Sudamerica, sovvenzionato, attraverso consistenti somme derivanti dalle altre attività illecite da S.A. (bolognese di 40 anni), R.M. (bolognese 48enne residente in Romagna), R.M (forlivese 44enne) ed organizzato dalla supervisione del pregiudicato C.F (milanese 48enne), broker che viaggiava di continuo fra la Spagna, la Martinica e l'Italia oltre allo skypper spagnolo C.G.G (49enne residente a Barcellona), lo stesso che ha tentato di appiccare le fiamme all'imbarcazione che movimentava la droga. 

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