Asse di spaccio Pianoro-San Lazzaro-Bologna: droga tagliata anche in presenza di bambini, scattano arresti e denunce

Cocaina, marijuana e hashish smerciati tra vari comuni del bolognese, fino a Modena. Articolata indagine pone fine alla rete di spaccio

Cocaina, marijuana e hashish smerciati tra vari comuni del bolognese - da Pianoro, Monterenzio, San Lazzaro di Savena, fino al comune capoluogo di regione, arrivando a sconfinare nel modenese.

La rete di spaccio è stata interrotta al termine di un'articolata indagine dei carabinieri conclusasi con l’arresto in flagranza di reato, di quattro uomini (due italiani e due albanesi) e una donna (italiana), al deferimento in stato di libertà di un uomo (italiano) per i reati di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. . In base alla pericolosità dei soggetti e ai ruoli assunti durante gli eventi - specificano i miliari - sono state emesse le seguenti misure: custodia cautelare in carcere per D.A.C., arresti domiciliari per P.A. e obbligo di presentazione giornaliera alla Polizia Giudiziaria per F.F.

L'operazione ha portato al sequestro di circa 88 g. di cocaina, 521 g. di marijuana, 6 g. di hashish e 600 euro in contanti.

Le indagini

I Carabinieri della Compagnia di San Lazzaro di Savena hanno eseguito a Bologna e Modena un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di due italiani, D.A.C. classe ’78 e F.F. classe ’73, e di un albanese P.A. classe ’68, oltre a otto perquisizioni domiciliari nei confronti di ulteriori soggetti indagati e/o coinvolti, a vario titolo, nell’attività d’indagine. La misura è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna, Dott.ssa Francesca Zavaglia, a seguito della richiesta avanzata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Bologna, Dott.ssa Silvia Baldi.

La richiesta della Procura della Repubblica trae origine da un’indagine condotta da settembre 2018 ad aprile 2019 dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Lazzaro di Savena, a seguito di alcune segnalazioni provenienti da una piccola frazione del Comune di Pianoro, che indicavano in una coppia di coniugi italiani, lì residenti, il punto di riferimento per l’acquisto di cocaina di ottima qualità.

"Le indagini - fanno sapere i militari- hanno consentito di individuare la coppia – poi arrestata nel corso dell’indagine – evidenziando come gli stessi, molto cauti e preoccupati di alcuni riscontri investigativi, avevano deciso di spostare il luogo di occultamento dello stupefacente presso l’abitazione della madre della donna compiacente. L’approvvigionamento della cocaina avveniva attraverso un’altra coppia di italiani, residenti a Bologna, che si riforniva da più cittadini di nazionalità albanese, che effettuavano il taglio ed il confezionamento in casa, anche alla presenza di una bambina".

"E ' stata una lunga indagine condotta dal Nucleo operativo radiomobile di San Lazzaro di Savena, partita nel settembre del 2018  - spiega a BolognaToday il comandante della compagnia di San Lazzaro, maggiore Giulio Presutti – Parliamo di un’articolata attività che da un semplice controllo ha portato alla luce una rete di vendita a vari livelli, che operava tra San Lazzaro, Pianoro, Bologna e Modena. Nello specifico non si trattava di un’organizzazione piramidale, ma di gruppi di persone che acquistavano e rivendevano anche tra di loro, quindi più difficili da rintracciare”. E ancora: “L’indagine è stata condotta dagli uomini di San Lazzaro ma oggi sono stati impiegati circa 30 Carabinieri, con il supporto dei militari della compagnia di Modena e Vergato, oltre a due unità antidroga di Padova”.

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