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Maxi quantitativo di droga nell’impianto a metano: da Vergato in Bretagna, preso latitante

Eseguito mandato di arresto europeo nei confronti di un 42enne coinvolto in una indagine dei Carabinieri che ha portato alla luce una imponente importazione di sostanze stupefacente dal Marocco all'Appennino

La Gendarmeria Nazionale Francese ha eseguito un mandato di arresto europeo nei confronti di un 42enne italiano. La richiesta di  era stata avanzata dall’Autorità giudiziaria italiana, a seguito di un’indagine antidroga dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Vergato.

Latitante all’epoca dei fatti, il 42enne è stato individuato questa mattina a Rennes, capoluogo della Bretagna, dagli uomini della Gendarmeria Francese, grazie alle indicazioni dei militari di Vergato che lo stavano cercando da agosto. Il 42enne è stato arrestato e tradotto in carcere, in attesa delle pratiche previste per avviare l’estradizione in Italia, dove sarà sottoposto a una misura cautelare coercitiva per i fatti descritti.

L'indagine antidroga nel quale è coinvolto l'arrestato: Hashish nascosta nei recipienti dell’impianto a metano. Sequestrati oltre 100 kg di droga

La scorsa estate erano stati arrestati i 5 sodali del 42enne rintracciato ieri in Bretagna in seno ad un indagine avviata ad Aprile 2020. Nel corso di avviate attività info-investigative,  la Compagnia Carabinieri di Vergato aveva proceduto all’arresto di un soggetto residente nell’alta valle del Reno trovato in possesso di 101 Kg di Hashish, confezionati in ovuli ed occultati all’interno di un capannone ubicato in una zona isolata dell’appennino bolognese.
Lo stupefacente sequestrato, analizzato, era risultato avere una purezza del 37%  ed utile al confezionamento di oltre 1.500.000 dosi.
Sin da subito apparve che il soggetto arrestato facesse parte di un più ampio gruppo organizzato e che la sua funzione principale fosse quello di depositario dell’ingente quantitativo di stupefacente.

Da qui il proseguo delle indagini che, con l’analisi di molteplici elementi già emersi nella fase prodromica dell’attività info-investigativa, aveva permesso di individuare tutti i soggetti coinvolti nel traffico ed il particolare modus operandi adottato.
I sodali, provvedevano a procurarsi autovetture usate, alimentate a metano, e dopo avervi fatto installare il numero massimo di bombole, organizzavano viaggi turistici in Marocco ove provvedevano a rifornirsi di ingenti quantitativi di stupefacente, importandoli in Italia via mare, occultandoli nei recipienti dell’impianto a metano di cui l’autovettura era dotata, cosi rendendo più improbabile la scoperta del carico durante i controlli effettuati alle frontiere.

Lo stupefacente, portato in Italia, veniva immediatamente occultato presso locali anonimi in zone isolate e nascoste, ove poi provvedevano al confezionamento secondo le varie esigenze di successiva vendita. 
Durante le attività di perquisizioni sono stati rinvenuti ulteriori Kg 2,5 di marijuana, 20 grammi di cocaina e 15 grammi di hashish ed è stato tratto in arresto un ulteriore soggetto per la coltivazione di circa 50 piante di cannabis.
 

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