Nuove Droghe: a Bologna le analizzerà il cromatografo 'Shimadzu'

Analisi delle sostanze in tempi brevi presso il Laboratorio di Tossicologia Forense dell'Università: 'Quando troviamo sostanze sulla strada, ci sono già i canali di criminalità che hanno trovato il veicolo per farla arrivare all'utente finale'

E' stato firmato ieri il protocollo tra il Laboratorio di Tossicologia Forense del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche – DIMEC dell'Università di Bologna, Polizia Municipale e Comune per la concessione gratuita della strumentazione Shimadzu, un sistema modulare, composto da un gascromatografo e da un rilevatore a spettrometria di massa, che permette l'individuazione e l'analisi delle sostanze stupefacenti, in particolare quelle di nuova generazione. 

"La Polizia Municipale - che spesso si imbatte in sequestri di sostanze stupefacenti nel corso delle sue attività - è una forza come le altre", ovvero un corpo di polizia a tutti gli effetti, ha detto il Procuratore aggiunto Valter Giovannini, presente all'incontro - ricordo che sette anni fa proprio da un sequestro apparentemente banale di ketamina, sostanza pericolosissima e mortale della quale abusano con superficialità anche i giovani, è scaturita un'indagine rilevantissima, poi sfociata in numerosi arresti e forse tra i più grandi sequestri di sostanza avvenuti nel nostro paese". 

"In tre anni abbiamo elevato 834 verbali - ha detto il Comandante della Municipale bolognese Carlo di Palma -- e sequestrato quasi 60 chili di stupefacenti. Questa strumentazione costituisce un passo avanti che ci consentirà di testare anche altri prodotti, come ad esempio i giocattoli non a norma". 

Con la strumentazione Shimadzu si potrà procedere all'analisi delle sostanze rinvenute e sequestrate in tempi certi e brevi, il Laboratorio sarà in grado di eseguire determinazioni quali-quantitative di sostanze farmacologiche attive o stupefacenti su materiale biologico e non, con tecniche analitiche particolarmente sensibili e selettive, sarà in grado di interpretare i risultati prodotti alla luce di ben precisi riferimenti normativi al fine di produrre dati analitici affidabili per un loro uso forense.

"Un'attività di grande utilitità, quando troviamo sostanze direttamente sulla strada, vuol dire che il contesto di spaccio si è stabilizzato - ha detto la dottoressa Elia del Borrello, responsabile del laboratorio di Tossicologia Forense - ci sono già dei canali di criminalità organizzato che hanno trovato il veicolo per farla arrivare all'utente finale". 

l laboratorio collabora con la  Procura della Repubblica e fa parte della rete di laboratori del Sistema Nazionale di Allerta Precoce, istituito dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio e, quindi, costituisce un osservatorio qualificato anche riguardo alla comparsa di sostanze atipiche non conosciute, di sintomi inattesi dopo l'assunzione di sostanze già note, di partite anomale di droga, di prezzi troppo ribassati e/o offerte inusuali di nuove modalità di consumo e/o di combinazioni di sostanze.

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