Elezioni comunali 2021, scintille in M5S: Bugani vs Piccinini e Montevecchi

Non è piaciuta ai vertici locali la partecipazione del big grillino alla Festa dell'Unità e alle sue aperture ad alleanze con il Pd. La replica: "Decidono gli iscritti, c'è libertà di pensiero"

E' scontro aperto nel M5s dell'Emilia-Romagna in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. I facilitatori regionali agli affari interni, Gabriele Lanzi ed Elena Mazzoni, insieme alla parlamentare Michela Montevecchi e alla consigliera regionale Silvia Piccinini firmano un duro affondo contro le "fughe in avanti di chi esprime opinioni personali": nella dichiarazione congiunta non si fanno nomi ma nel mirino c'è sicuramente Massimo Bugani, che di fatto ha avviato un dialogo con il Pd sulle comunali di Bologna con tanto di partecipazione alla Festa dell'Unità.

E lui, Bugani, prontamente replica contrattaccando verso "chi ha portato il movimento a sbattere senza alcuna logica alle scorse regionali", lanciando la sfida ("Decidono gli iscritti") e appellandosi alla liberta' di espressione sancita dalla Costituzione.

Lanzi, Mazzoni, Montevecchi e Piccinini intanto riferiscono che domenica sera "attivisti e portavoce del M5s si sono riuniti presso lo stadio comunale di Medicina per fare un check-up del motore in vista dei prossimi importantissimi appuntamenti elettorali e referendari".

L'appuntamento, organizzato alla vigilia dell'anniversario del V-Day del 2007, che cade oggi, "è stato un momento molto sentito di dialogo e di ascolto- continua la nota- in previsione del cammino che ci aspetta. I gruppi e i meetup locali non si sono mai fermati negli ultimi mesi, così come anche il lavoro dei portavoce ad ogni livello".

Sono intervenuti alla riunione "oltre 25 meetup diversi, dal piccolissimo Comune a città capoluogo di provincia come Ferrara, Bologna, Ravenna e Imola", scrivono i quattro esponenti del M5s. Che poi passano all'attacco. "Quelli che domenica sono mancati, e continuano a lavorare come entità a sè stanti, sono coloro che al confronto costruttivo preferiscono esporsi mediaticamente- dichiarano Lanzi, Mazzoni, Montevecchi e Piccinini- attraverso interviste rilasciate a testate nazionali o partecipando a feste di partito e di quotidiani, anticipando inopportunamente eventuali decisioni che saranno nella disponibilità degli Stati generali e anche dei gruppi territoriali su specificità locali".

Si tratta di interviste che "esprimono unicamente opinioni personali che non nascono da alcun confronto con attivisti e portavoce del M5s", aggiungono i quattro pentastellati, chiudendo con toni affilati: "Nei prossimi appuntamenti speriamo che si risvegli in queste persone la voglia di partecipazione poiché non saranno diktat personali, calati a mezzo interviste, a guidare i nostri passi ma solo le decisioni collegiali prese come gruppo".

Parole che subito fischiano alle orecchie di Bugani. "La mia strada è sicuramente diversa da chi ha portato il movimento a sbattere senza alcuna logica alle scorse regionali in Emilia-Romagna", afferma il capogruppo bolognese e stretto collaboratore della sindaca Virginia Raggi a Roma.

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"Mi fa piacere che vogliano continuamente marcare la distanza fra loro e il gruppo che da 15 anni lavora insieme a me in regione", continua Bugani. "Siamo su percorsi diversi da molti anni e va bene così. Non c'è nulla di nuovo. Ricordo però a tutti- aggiunge il pentastellato- che nel movimento decidono gli iscritti e che la libertà di espressione è sancita dalla nostra Costituzione". (Pam/ Dire)

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