Cronaca

Elezioni, la proposta: 'Schede bianche? Si convertano in seggi vuoti'

Singolare suggestione dell'ex consigliere Mioni: tradurre le schede bianche nelle urne in seggi vuoti in Parlamento: 'Così si riducono i parlamentari'

Foto DIRE

Anche chi non vota, o meglio chi vota scheda bianca, ha diritto a essere rappresentato in Parlamento.
Da questa certezza riparte Beppe Mioni, consigliere comunale e presidente del quartiere Santo Stefano a Bologna negli anni '90 sotto l'insegna Cittadini in azione, in vista delle elezioni politiche di marzo.

La "proposta di valorizzazione della scheda bianca", così come viene lanciata oggi in conferenza stampa a Corte Isolani da Mioni e dal suo collega Ugo Fronzoni, non teme di diventare anticostituzionale, anche se i suoi fautori parlano di "sovvertimento radicale del nostro sistema elettorale".

In sostanza Mioni e Fronzoni, precisando non di voler dar vita a un gruppo elettorale ad hoc o una raccolta di firme, ma di essere disponibili a 'cedere' la propria proposta (in realtà emersa un anno fa) a qualcuno che abbia i numeri, sostengono che sia alla Camera sia al Senato dovrebbero essere riservati seggi rappresentativi delle "legalissime schede bianche".

Questo, dicono Mioni e Fronzoni, ridurrebbe anche il numero dei parlamentari eletti, con un obbligo di presenza in Parlamento per via delle modifiche del numero legale e del quorum delle maggioranze. Il tutto, così, si rivelerebbe anche un antidoto all'astensione di questi anni a sostegno più che mai "del diritto-dovere di voto". Ma non solo. Oltre ai seggi 'bianchi', spunta tra Mioni, Fronzoni e il loro gruppo anche la proposta di creazione di "quote d'argento" riservate agli ultra 65enni, "che costituiscono più o meno un quarto dell'elettorato attivo", con "l'obbligatorietà di un loro inserimento proporzionale" nelle liste elettorali. (DIRE)

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