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Università, Brain Unibo sfida i candidati rettore dell'Alma Mater

L'appuntamento è per il 5 maggio: il gruppo di ricercatori sfida gli aspiranti al Rettorato a esprimersi sui temi fondamentali

'Brain-Unibo', il gruppo nato nei mesi scorsi e composto da studenti, ricercatori e docenti dell'Ateneo felsineo, ha inviato una lettera aperta ai cinque aspiranti successori di Francesco Ubertini, invitandoli ad un incontro pubblico il prossimo 5 maggio. Si tratta della prima "sfida" ai candidati rettore dell'Alma Mater di Bologna.

"Vogliamo pensare all'Università come ad una fucina di idee, conoscenze, sapere e progetti - spiega il gruppo - per una nuova eguaglianza, una nuova ricchezza collettiva, una diversa idea di innovazione. E vogliamo che le condizioni materiali di vita di chi studia, fa ricerca e insegna siano prese in considerazione". Brain-Unibo lancia su questi temi "per il prossimo 5 maggio una giornata di mobilitazione, uno spazio pubblico e politico di riflessione sul presente e sul futuro dell'Università e per porre una serie di rivendicazioni al Rettore attuale e ai candidati e candidate per il Rettorato venturo".

Attraverso un percorso di assemblee e discussioni - come riporta l'Agenzia Dire - che ha coinvolto anche altri Atenei, in questi mesi "abbiamo messo al centro la necessità di ripensare l'Università e il suo costitutivo intreccio con la città e la società per noi, innovativa è la didattica che permette di emanciparsi dalla condizione di 'merci povere e precarie' che l'Università produce. Innovativa è la ricerca libera dall'obbligo disposto dalle finalità applicative. E innovativa è l'Università che rifiuta la competizione e la gerarchia tra Atenei, che indirizzano la cooperazione verso la sola acquisizione di fondi".

Innovativa è anche "l'Università che vede nella Dad uno strumento per combattere le diseguaglianze e accorciare le distanze, anziché confermarle come incontestabile verità sociale, che non scarica il peso della crisi sulle spalle di studenti e studentesse, ma rovescia il rapporto con la città e la società a loro favore, piuttosto che a favore del mercato".

Secondo Brain-Unibo, invece, "la nuova Università resiliente e innovativa, verso cui i programmi dei candidati al Rettorato uniformemente convergono, mette al centro l'industrializzazione dei dottorati di ricerca, l'adattamento della ricerca alle necessità fissate dai piani di finanziamento da cui le Università dipendono, la Dad come paradigma della formazione povera e diseguale" e un modo di intendere ricerca e didattica come "'prodotti accademici' secondari, valutati solo per la loro appetibilità di mercato".

Brain-Unibo ha quindi "elaborato discorsi, domande e rivendicazioni che costituiscono il punto di partenza fondamentale per una reale innovazione". E ora "sfida gli aspiranti al Rettorato a esprimersi "su quelle che per noi sono le reali poste in gioco nel presente e nel futuro dell'Università, a partire da quella di Bologna".

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