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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Elezioni Unibo, il candidato Pier Paolo Gatta: "Priorità: infrastrutture, ricerca, coinvolgimento di enti del territorio"

INTERVISTA - Il prof. Gatta: "Il mio intento è volto alla crescita partecipata da docenti, personale tecnico amministrativo e studenti come coprotagonisti  di una formazione di alta qualità, una ricerca originale e libera "

L'Alma Mater sta per eleggere il suo nuovo rettore o la sua nuova rettrice. In lizza cinque candidati, due donne e tre uomini. A tutti sono state poste le stesse domande sul futuro dell'Università di Bologna e sui propri programmi: dopo Giovanni MolariGiusella FinocchiaroGiuliana Benvenuti e Maurizio Sobrero a parlare del futuro della nostra Università di Pier Paolo Gatta, professore ordinario di zoocolture, ha già rivestito diversi incarichi isituzionali nell'Ateneo di Bologna. 

Chi è Pier Paolo Gatta? 

"Ho 58 anni, sono nato a Forlì e sono celibe. Ho studiato veterinaria all'Unibo e, successivamente,  ho svolto il dottorato di ricerca nel settore dell'acquacoltura con focus sulla nutrizione e l'allevamento dei pesci: una disciplina all'epoca nuovissima, che ha richiesto delle esperienze e degli approfondimenti all'estero, in particolare in Belgio e in Scozia.  A metà degli anni ‘90 sono diventato ricercatore ed ho partecipato attivamente alla crescita della Facoltà di Veterinaria presso il Campus  di Cesena. Nel 2002 sono stato eletto in consiglio di Amministrazione dell’Ateneo ed ho assunto altri incarichi istituzionali come quello di Direttore di Dipartimento e di componente del Senato Accademico.  Per quanto riguarda il resto, sono appassionato di sport legati al mare e alla montagna. Sono un lettore dai gusti diversi, ma se dovessi fare un nome su tutti, ecco, sarebbe Fëdor Dostoevskij"

Quando e come ha deciso di candidarsi come futuro rettore dell'Unibo?

"E' andata così: sono stato intercettato da colleghe e colleghi circa due anni fa. Qualcuno che aveva seguito il mio percorso accademico lanciò questa sfida e io ho cominciato a pensarci. Poi è arrivato il lockdown e ci sono state poche occasioni per approfondire questa riflessione. Da giugno dell'anno però scorso ho ripreso sul serio l'idea, facendo per così dire, un vasto giro di incontri 'preparatori'. A gennaio è arrivata la decisione definitiva e a febbraio, contemporaneamente alle dimissioni da consigliere di amministrazione, ho inviato la lettera di candidatura". 

Quali sono i punti fondamentali del suo programma elettorale? Quali le priorità per l'Università di Bologna? Quale la prima cosa che farebbe da rettore?

"Gli spunti di programma per la mia campagna elettorale li ho raccontati in un sito,  e, dopo i tanti incontri (circa un centinaio)  con le persone che vivono, studiano  e lavorano in Università ho consolidato alcune convinzioni. La prima riguarda la straordinaria ricchezza culturale di Unibo: un patrimonio eccezionale da tutelare, da fruire e da far fruire. Poi la maturità culturale e di visione raggiunta dalle persone dei nei Dipartimenti, dei Campus e delle Aree dell’Amministrazione Generale. Forti di questi punti di partenza, il mio intento è quello volto alla crescita partecipata da Docenti, Personale Tecnico Amministrativo e Studenti come coprotagonisti  di una formazione di alta qualità, una ricerca originale e libera, una terza missione che incrementa il nostro impatto sulla società. Una mission per me fondamentale è un rapporto con il territorio assolutamente rinnovato e potenziato. Dobbiamo rendere i saperi che ci caratterizzano più accessibili al cittadino". 

L'Università di Bologna nel mondo: quali sono le potenzialità e le prospettive per i prossimi anni?

"Le potenzialità sono straordinarie perchè siamo un punto di riferimento indiscutibile, grazie anche alle alleanze e alle reti di rapporti nazionali e internazionali  che abbiamo tessuto. Le nostre attività di ricerca sono crescenti e altamente qualificate, il nostro ateneo è attraente e venire a studiare a Bologna resta un obiettivo ambizioso per tanti. Cosa fare nel prossimo futuro? Tenendo conto della situazione attuale così imprevista e severa (alla quale abbiamo risposto in modo esemplare) la previsione è quella di investire sulle infrastrutture e sul reclutamento di docente e personale tecnico-amministrativo". 

Quali potrebbero essere le nuove attrattive per l'Alma Mater? Soprattutto in luce della pandemia, che certamente ha accelerato alcuni meccanismi, fra cui le opportunità del digitale...

"Le frontiere della digitalizzazione, dei cambiamenti climatici, dell'intelligenza artificiale, della salute sono alcuni ambiti culturali in cui Unibo è chiamata a sviluppare ricerca e innovazione. I 17 obiettivi ONU sono un riferimento preciso a cuiguardare in modo sistematico. Occorre diventare protagonisti di una proposta culturale e di una mentalità che intercettino e esprimano risposte  alle sfide di questo tempo,. Così come abbiamo fatto con la pandemia". 

Qual è la sua visione sul percorso dei ricercatori? Età media troppo alta e carriere troppo statiche? Come allinearsi all'Europa se non lo siamo? Quali proposte?

"Bisogna prendere sul serio la spinta vitale dei giovani che arruoliamo. Il che significa percorsi a tutele crescenti per i primi anni di precariato, dopo il conseguimento del Dottorato di Ricerca, chiara definizione delle risorse disponibili per programmare gli ingressi in Università, investimentisul ricerca di base e formazione per rendere i giovani  veramente competitivi. Si deve accettare la sfida in tutti i contesti culturali,. E’ importante favorire la prospettiva di carriera per chi entra stabilmente in Università e si impegna a fondo". 

Visto che ci sono risorse in arrivo, quali le priorità di utilizzo?

Le risorse del PNRR sono identificate già su sei tematiche. L'Unibo è chiaramente un potenziale protagonista su tutte e sei le tematiche. Le priorità di utilizzo riguardano investimenti in infrastrutture, potenziamento delle attività di ricerca, coinvolgimento con enti del territorio per la crescita culturale, sociale ed economica. Un punto di attenzione sarà  la valutazione di sostenibilità dei singoli progetti". 

Sulle linee del mandato Ubertini concorda o adotterà una linea differente? Se sì in quale direzione?

"Inevitabilmente occorre innovare. La proposta di un candidato è novità e non continuità. Io la intendo come concezione di un Rettore e una governance fortemente implicata  con docenti, ricercatori, personale tecnico, studenti per definire insieme le strategie  che caratterizzeranno il prossimo mandato". 

Una domanda sulle questioni calde della cronaca di questi giorni. Movida, Piazza Verdi e Zona U: cosa pensa sulla proposta daspo universitari-movida-intervento unibo?

"Unibo ha 85/90 mila studenti. La stragrande parte di loro chiede percorsi di crescita umana e professionale. Occorre ascoltarli e prenderli sul serio. Non occorre il timore dei compromessi. Centrare il tema qui è importante che guardare alle irregolarità come delle eccezioni.  Certamente è fondamentale una convivenza matura con la cittadinanza. Nella cittadella universitaria a volte la ricchezza ha bisogno di essere intercettata.non vedo alcune necessità di una misura come un daspo". 

Pier Paolo Gatta: chi è il candidato rettore 

Professore ordinario di zoocolture dal 2010. Svolge attività didattica, di ricerca e di terza missione nell'ambito delle produzioni animali. Ha rivestito diversi incarichi isituzionali nell'Ateneo di Bologna tra i quali: componente di Giunta di Ateneo, Consigliere di Amministrazione, componente del Senato Accademico, Direttore di Dipartimento, Delegato del Rettore alle Trattative sindacali, Presidente della Commissione del Personale di Ateneo, componente del Consiglio di Polo di Cesena (oggi Campus di Cesena). E' stato presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori di Dipartimento di Medicina Veterinaria. E' stato nominato GEV. E' stato nominato componente dell'Executive Commitee del REEV-MED. E' membro dell'Accademia Nazionale di Agricoltura.

Tutte le interviste ad oggi: 

Giovanni Molari

Giusella Finocchiaro

Giuliana Benvenuti

Maurizio Sobrero

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