Cronaca

Elezioni del Rettore Unibo, il candidato Giovanni Molari: "La priorità? Ridurre il precariato nella ricerca"

Il 22 e 23 giugno 2021 si svolgeranno le elezioni del Rettore per il mandato 2021-2027 dell'Alma Mater. Cinque i candidati, l'intervista al prof. Molari, docente di Meccanica agraria a Scienze e tecnologie agro-alimentari: "Meno promesse e più fatti rispetto al passato"

L'Alma Mater verso le elezioni per il nuovo Rettore: il primo turno delle votazioni si farà il 22 e 23 giugno prossimi e si deciderà per il mandato 2021-2027. Chi sono i candidati? Sono cinque, due donne e tre uomini: Giusella Finocchiaro, docente di Diritto privato a Giurisprudenza; Giuliana Benvenuti, Letteratura italiana contemporanea a Italianistica; Giovanni Molari, Meccanica agraria a Scienze e tecnologie agro-alimentari; Pier Paolo Gatta, Zoocolture a Veterinaria; Maurizio Sobrero, ordinario di ingegneria economica e gestionale. 

Non solo primarie: a giugno anche le elezioni Unibo 

Intervista a Giovanni Molari: "C'è un profondo bisogno di cambiamento"

Nato a Bologna 47 anni fa, Giovanni Molari è sposato e ha quattro figlie. Docente di meccanica agraria e direttore del dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, dal 2018 è stato in Senato accademico per il triennio appena terminato. Nel tempo libero ama praticare sport vari e leggere libri (specialmente romanzi), anche se il tempo libero (da quando gli impegni di famiglia e di lavoro sono aumentati) è sempre meno.

Quando e come ha deciso di candidarsi come futuro rettore dell'Unibo?

"Ho deciso di candidarmi a Rettore dopo aver ascoltato colleghe e colleghi ed aver raccolto il loro profondo desiderio di cambiamento, che è anche il mio. Per questo molti di loro hanno ritenuto che io sia in grado di interpretarlo e trasformarlo in azioni concrete".  

Quali sono i punti fondamentali del suo programma elettorale? Quali le priorità per l'Università di Bologna? Quale la prima cosa che farebbe da rettore?

"Ascolto, dialogo e confronto come metodo di lavoro. Equilibrio tra ricerca di base e ricerca applicata; una didattica allineata alla ricerca; meno numeri e più contenuti. La prima cosa che farei è incontrare tutti gli interlocutori istituzionali - ministra, presidente della regione e sindaci delle città del multicampus - per iniziare un dialogo fattivo con i principali interlocutori esterni, mentre internamente chiedere ai dipartimenti un piano di sviluppo per i prossimi anni, da discutere poi con gli organi. I Dipartimenti sono pieni di energie e di idee, e attendono solo d’essere coinvolti e valorizzati".

L'Università di Bologna nel mondo: quali sono le potenzialità e le prospettive per i prossimi anni?

"Non sempre in questi anni UniBo ha mostrato di credere nella sua forza e nella sua autorevolezza. Dobbiamo tornare a svolgere un ruolo di guida nelle scelte della Nazione, un ruolo di indirizzo verso nuove progettualità, e far sentire la voce di Unibo quando serve". 

Quali potrebbero essere le nuove attrattive per l'Alma Mater? Soprattutto in luce della pandemia, che certamente ha accelerato alcuni meccanismi, fra cui le opportunità del digitale...

"Eccellenza e ricchezza della ricerca, riconosciuta qualità della didattica, politiche di internazionalizzazione fra le migliori d’Europa, un eccezionale ecosistema Università-città. Questa è la nostra forza: dobbiamo farla crescere ancora, e dobbiamo condividere i progetti, intrecciare le competenze, agire con più decisione per il bene della società, a partire dai nostri studenti. Il digitale è una risorsa che richiederà sperimentazioni e scelte meditate. Le faremo, ma senza tradire la nostra natura di grande Ateneo pubblico e in presenza".   

Qual è la sua visione sul percorso dei ricercatori? Età media troppo alta e carriere troppo statiche? Come allinearsi all'Europa se non lo siamo? Quali proposte?

"Servono programmazioni pluriennali chiare e trasparenti ad ogni livello, ma la priorità è certamente quella di ridurre il precariato nella ricerca: ridurre il precariato, non eliminare una generazione di ricercatori come rischiano di fare le proposte normative attualmente in discussione. Servono figure di ricercatori stabili (ad es. tecnologi) e se sarò eletto Rettore dall’Alma Mater mi impegnerei personalmente per influenzare le scelte a livello nazionale".

Visto che ci sono risorse in arrivo, quali le priorità di utilizzo?

Oltre a quelle edilizie, che a mio avviso devono essere indirizzate soprattutto a una riqualificazione del patrimonio esistente, e a quelle di informatizzazione delle PA, che devono essere utilizzare per farci diventare realmente digitali, le priorità sulla ricerca le discuteremo insieme a tutti i dipartimenti.

Sulle linee del mandato Ubertini concorda o adotterà una linea differente? Se sì in quale direzione?

"Certamente adotterò un comportamento differente in termini di condivisione delle scelte con la comunità dell’Alma Mater; meno promesse e più fatti, meno indici e più qualità; anche qualità del lavoro e della vita".   

"Il mio mandato? Meno promesse e più fatti"

Una domanda sulle questioni calde della cronaca di questi giorno: movida, Piazza Verdi e Zona U: cosa pensa sulla proposta daspo universitari-movida-intervento unibo?

"Ci sono cose che competono all’Università, altre al Comune, altre alle forze dell’ordine, sia in termini di spazi, sia in termini di sanzioni. Gli studenti non sono e non devono essere considerati un problema, ma una risorsa straordinaria, senza la quale Bologna non sarebbe Bologna".

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