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Elezioni USA, vince Trump. Reazioni sotto le Torri: "E' una scheggia impazzita"

Elezioni seguite da tutto il pianeta, dopo una campagna-show e tanti colpi di scena è stato finalmente eletto il nuovo presidente degli Stati Uniti. L'America sotto le Due Torri reagisce così

Sorpresi tanti studenti americani della Johns Hopkins University di Bologna che, riuniti in un dibattito pubblico per parlare del futuro del loro Paese, non hanno immaginato neppure per un attimo che il nuovo presidente degli Stati Uniti potesse essere Donald Trump. Repubblicani o democratici, quasi tutti davano per scontato un quadriennio con Hillary Clinton alla Casa Bianca. 

"La bandiera americana sarebbe dovuta stare a mezz'asta in entrambi i casi". Questo il commento a caldo di Brian Miller, 34enne che da Chicago ha deciso di vivere a Bologna, dove lavora e studia. L'esito delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti ha visto la vittoria del candidato Donald Trump e il post election-day è degno di una campagna elettorale piena di colpi di scena, con commenti e previsioni sul mandato a coinvolgimento mondiale. Il risultato è inaspettato e ci ricorda quello della Brexit inglese.
"E' stato difficile fino all'ultimo capire chi avrebbe vinto - il parere di Brian - non era certo come quattro anni fa per Obama, quando si sapeva già come sarebbe andata a finire. I sondaggi non parlavano di grande distacco, hanno sempre dato percentuali con estrema prudenza". E Hillary Clinton è stata ben al di sotto delle sue aspettative. 

"Donald Trump è una scheggia impazzita, sono molto preoccupato al pensiero di averlo come presidente e non saprei dire che cosa diavolo potrà fare visto che dice una cosa e poi il contrario di questa  Lo conosco da anni, era figura conosciuta e proprio nella mia città ci sono un paio di torri costruite da lui. Ha sempre detto tutto e il contrario di tutto, ma un conto è se sei un uomo d'affari, un altro se sei il presidente degli USA". 

Brian, lei per chi ha votato?

"Per la prima volta da quando sono maggiorenne, non ho votato. Semplicemente nessuno dei due candidati mi rappresenta: sono sempre stato repubblicano, ma con il candidato Donald Trump non ce l'ho fatta. La Clinton non rappresenta la mia idea politica a prescindere, ma tutte le vicende collegate agli scandali nei quali è stata coinvolta (e nonostante sia stata poi sempre più o meno assolta) hanno instillato un maggiore sospetto su un sistema politico profondamente corrotto. La Clinton ha 70 anni, non è giovane ed è in politica dagli anni Settanta: è ora che faccia qualcosa d'altro. Non è una cosa buona che l'America sia stata nelle mani dei Clinton e dei Bush per tutti questi anni. 

Donald Trump in realtà non è nè democratico, nè repubblicano, ne verde....è Donald Trump. Non ha un'ideologia politica ma solo degli impulsi inconsapevoli. Ha approfittato della crisi del partito repubblicano: era un macho e gli altri erano più deboli, così si è giocato la carta populista (poco credibile considerando che è miliardario), ma anche lui fra intercettazioni e scandali , dichiarazioni infelici e sessiste, è caduto nella stessa gravità di colpa". 

Secondo lei ha senso l'associazione di Trump con il nostro Berlusconi?

Sì, direi che è un parallelo abbastanza pertinente, tenute in considerazione le grandi differenze fra due paesi come l'Italia e gli States. Viene facile affiancarli, soprattutto per il modo con il quale si sono presentati al loro elettorato: uomini d'affari fuori dall'estabilishment della politica, appartenenti però a due generazioni diverse. Negli USA tanta gente paragona Trump a Ronald Reagan, direi proprio perchè entrambi non arrivavano dalla politica: il primo è un business man e il secondo era un attore. 

Le elezioni nel suo Paese sono anche un grande show...

Non voglio banalizzare, ma negli USA l'aspetto della spettacolarizzazione è presente in molti settori, non solo la politica, pensate per esempio allo sport. In un Paese fatto da 350 milioni di persone, un Paese gransissimo, c'è bisogno di messaggi chiari e forti, fa parte della nostra cultura...

Un Paese molto grande e popolato anche da tante comunità, molte etnie. Come secondo lei si sono schierate e perchè?

"Questi due candidati si sono massacrati più dal punto di vista personale, che politico. Sono stati i candidati più impopolari della storia degli Stati Uniti. Nello specifico pernso intanto che la Clinton rispetto a Obama, solo per essere una donna bianca e ricca non abbia goduto delle simpatie degli afroamericani. Di Trump non ne parliamo neanche. 

Oltre all'aspetto multietnico però ce n'è anche un altro: pensiamo ai millenials (come chiamano negli USA le generazioni nate tra gli anni '80 e i primi anni 2000). Non si riconoscono in nessuno dei due, ma vanno più verso sinistra, chiedendo healthcare gratis, l'abbassamento dei costi dell'università..questa è una bella fetta persa, fetta che comunque Trump non ha mai avuto. Clinton ha sbagliato tutto collocandosi alla destra del partito democratico, ha allontanato la sua base, ecco perchè alla fine non c'è tutto questo distacco fra i due". 


 

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