Cronaca

Emo e l'ascensore negato nonostante il bonus, la figlia: "Grazie a J-Ax che ha preso a cuore la nostra storia"

Da quando abbiamo pubblicato la storia dell'83enne di Borgo Panigale senza ascensore nonostante l'opportunità del superbonus c'è stata tanta solidarietà: "Non ce lo aspettavamo, è una cosa che rincuora. Speriamo si arrivi a una soluzione"

E' trascorsa meno di una settimana da quando abbiamo raccontato la storia del signor Emo attraverso la voce di sua figlia Elisa: una casa al terzo piano (siamo a Borgo Panigale) che a causa della disabilità diventa prigione (si contano 15 anni di reclusione), l'opportunità del superbonus per l'installazione di un ascensore e alcuni condomini che si oppongono al progetto nonostante il nullaosta degli ingegneri spegnendo così le speranze di un'intera famiglia. La notizia, che non è certo un caso isolato, ha suscitato l'interesse non solo dei media e ad appellarsi per la causa c'è anche J-Ax (Alessandro Aleotti ndr) che mette addirittura a disposizione il suo avvocato. 

"Vorrei ringraziarlo moltissimo per questo gesto di solidarietà e spero che il mio messaggio gli arrivi - il commento della figlia Elisa alla vista del post pubblicato sui social dell'artista, che si rivolge anche al sindaco di Bologna - e non c'è stato solo lui. In questi giorni ci è arrivato moltissimo supporto dal punto di vista umano e sono stati in tanti a cercarci fra media e semplici cittadini, per darci un appoggio morale, ma anche disponibilità a fare quelcosa di concreto (un'impresa di costruzioni). Noi non ci aspettavamo tutta questa visibilità e so che qualcuno si è risentito. Tuttavia ci hanno scritto anche altri cittadini nella stessa situazione e speriamo che qualcosa si muova, soprattutto in previsione della mediazione del prossimo 8 ottobre". Per quanto riguarda il condomino che aveva impugnato il progetto dell'ascensore: "E' rimasto sulle sue posizioni". 

Il messaggio di Elisa per J-Ax - VIDEO 

"La vicinanza di J-Ax e il suo messaggio video attraverso i social, da visibilità all'emergenza in cui si trova questa famiglia bolognese e in maniera indiretta mette in luce la mancanza di empatia che troppo spesso si riscontra nella nostra società - la reazione di Alberto Zanni, presidente di Confabitare - Da quando siamo stati contattati da Elisa, abbiamo supportato la famiglia Gruppioni per arrivare all'obiettivo che è l'ottenimento dell'ascensore tramite il Superbonus 110%. Un nostro avvocato ha seguito Elisa e l'ha supportata in Assemblea e le sono state messe a disposizione le figure che possono aiutarla a risolvere questa pesante situazione, quali ingegneri, geometri e commercialisti. L'abbiamo supportata livello mediatico e siamo felici che molte testate giornalistiche abbiano dato risalto al caso, prima fra tutte BolognaToday. Ciò ha aiutato la famiglia Gruppioni a sentirsi meno sola, diverse persone hanno scritto e chiamato per far sentire la loro vicinanza, passare dall'ostilità alla solidarietà infonde tanta speranza per un futuro migliore".

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