Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Emergenza incendi, VVF: "Mezzi vecchi, spesso in panne a metà strada"

"Alla fine dell’emergenza rimarranno le solite pacche sulle spalle, medaglie e dichiarazioni di stima ed affetto nei confronti di una categoria di lavoratrici e lavoratori insostituibili, ma bistrattati, ancora una volta, dai palazzi del governo"

"I mezzi per AIB (antincendi boschivi - ndr) della Regione Emilia Romagna sono vecchi di decenni e con centinaia di migliaia di chilometri, vengono spostati dalla parte opposta del paese restando, spesso, in panne a metà strada". Lo fa sapere in una nota, il Coordinatore Regionale Fp-Cgil VVF, Alessandro Monari, che interviene sul drammatico fenomeno degli incendi che interessano molti regioni del paese. 

"La mobilitazione del personale avviene sempre con regole diverse e che paiono improvvisate di volta in volta - riferisce Monari - al personale arrivato sul posto dopo circa 19 ore di viaggio non viene garantita la mensa di servizio ma viene elargito un buono pasto, questo non è accettabile. Chiediamo, con forza, che al personale impegnato nelle operazioni vengano riconosciute condizioni di lavoro dignitose e rispettose: la mensa, l’orario di lavoro, i riposi al rientro, il reintegro del personale devono essere quelle previste dal contratto e dal buon senso". 

Per Monari inoltre "le calamità vanno gestite attraverso l’integrazione nel soccorso collaborando fattivamente, ognuno per le proprie competenze, con la protezione civile e gli altri enti del soccorso. Anche nel nostro territorio, a seguito della proroga dello stato di massima allerta per gli incendi boschivi, abbiamo richiesto l'aumento delle squadre boschive fino al 29 Agosto".

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Si chiede anche la revisione della legge che affida alle regioni la lotta agli incendi boschivi "creando, di fatto,
regioni più o meno virtuose, va garantito al Corpo Nazionale un ruolo centrale e di coordinamento nella lotta agli incendi boschivi - chiede Monari - sono indispensabili nuove assunzioni scorrendo ed esaurendo la
graduatoria dell’attuale concorso pubblico a 250 posti, implementando gli organici e rinnovando completamente il parco automezzi" e ipotizza "alla fine dell’emergenza, con ogni probabilità, rimarranno le solite pacche sulle spalle, medaglie e dichiarazioni di stima ed affetto nei confronti di una categoria di lavoratrici e lavoratori insostituibili sul campo, ma bistrattati, ancora una volta, dai palazzi del governo".

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