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Cronaca

L'Emilia-Romagna rischia l'arancione, Bonaccini: "Situazione peggiorata, si dovrà reggere per un paio di mesi"

Si avvicina il venerdì e, come ormai la pandemia ci ha abituato, si attendono i dati dell'ISS e del ministero della Salute che decidono i "colori" delle regioni. Ipotesi lockdown nei week end

Si avvicina il venerdì e, come ormai la pandemia ci ha abituato, si attendono i dati dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute che decidono i "colori" delle regioni. Al momento, sarebbero sei quelle che rischiano di cambiare, Emilia-Romagna compresa. 

"Alcune regioni sono già diventate zona arancione - ha detto il presidente della conferenza delle Regioni e dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini il 16 febbraio a La7 - potrebbe succedere che anche l'Emilia-Romagna lo diventi tra qualche giorno, non perché la situazione sia drammatica ma perché è peggiorata rispetto a qualche settimana fa". 

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L'elemento discriminante è infatti l'RT - l'indice di contagio: "Siamo appena sopra l'1, sono preoccupato per il fatto che i contagi sono cresciuti anche se nei primi giorni di questa settimana si è visto un calo: "Per esempio i casi in Emilia-Romagna oggi (ieri 16 febbraio - ndr) sono meno di mille. Ma magari domani risaliranno, è difficile fare i conti giorno per giorno". quindi "per un paio di mesi si dovrà reggere ancora. Ma sono ottimista per il futuro, perché l'arrivo dell'estate porterà un vaccino naturale che è la bella stagione". 

In base all'ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza del 13 febbraio, sono in zona gialla Calabria, Campania, Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto, in zona arancione Abruzzo, Liguria, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria, ma il 5 marzo scadrà il Dpcm e il neonato governo Draghi dovrà prendere le decisioni sulle eventuali restrizioni. 

L'ipotesi lockdown totale nel week end

Intanto, in Emilia-Romagna si è concluso il primo studio sulla diffusione della VOC202012/01, termine scientifico della “variante inglese” del Coronavirus: dei 204 campioni su cui è stata effettuata l’analisi, ne risultano effettivamente positivi alla variante 57, pari al 27,9%. 

Le varianti, soprattutto quella inglese, che potrebbe essere più aggressiva, quanto a trasmissibilità, potrebbero portare tutta l'Italia in zona rossa nei festivi e nei prefestivi, come riferisce La Stampa, ma non è ancora chiara la direzione che prenderà il nuovo governo. 

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