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L'Emilia Romagna punta alla zona gialla, mentre l'Europa ci vede 'rosso scuro'. Cosa cambia davvero?

Bonaccini: "Ci aspetteremmo di diventare gialli. Le cose vanno meglio, anche se oggi dati in risalita". Ma nella mappatura del Centro europeo per il controllo delle malattie aggiornata ad oggi la nostra regione finisce tra quelle che necessitano di restrizioni più strong sugli spostamenti

C'è chi vede giallo, chi addirittura 'rosso scuro' sul futuro della regione Emilia Romagna. A leggere positivamente i dati che fotografano la circolazione del coronavirus sul nostro territorio è il Governatore Stefano Bonaccini che ha detto in una videoconferenza con la stampa: "Ci aspetteremmo di diventare zona gialla, per l'andamento della curva epidemiologica, perché l'Rt è sceso ulteriormente, perché il numero di ricoverati Covid in terapia intensiva è sceso e quindi si potrebbe prospettare questo, ma non siamo noi ad autoindicare la colorazione. Speriamo di potere essere già da domenica zona gialla, ma bisogna attendere domani la riunione settimanale del Cts e poi le determinazioni del ministro Speranza".

Poi però la precisazione sui dati in arrivo, in controtendenza rispetto alle ultime giornate. "Certo - ha infatti sottolineato il presidente E-R -le cose sono andate meglio, molto meglio in questi ultimi 20 giorni, pur vero però che bisogna sempre stare attenti, perché oggi daremo dati che danno una curva in risalita rispetto ai dati dell'ultima settimana".

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Oggi nuova mappatura Europa: l'Emilia Romagna in rosso scuro

E mentre sul territorio si inizia a vedere comunque uno spiraglio di luce, l'Europa frena. L'Emilia Romagna infatti -insieme a Friuli Venezia Giulia, Veneto e provincia autonoma di Bolzano - sono le aree italiane colorate in rosso scuro nella mappatura del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) aggiornata ad oggi, 28 gennaio. I colori simulano l'applicazione della raccomandazione sulle restrizioni di viaggio interne all'Ue. Secondo la raccomandazione, che mira a contrastare la diffusione delle nuove varianti del coronavirus Sars-CoV-2, per chi proviene da una regione 'rosso scuro' gli Stati membri dovrebbero richiedere di effettuare un tampone prima dell'arrivo e trascorrere un periodo di quarantena.

Con il nuovo colore, che si aggiunge agli altri già presenti nella mappa (verde, arancione, rosso e grigio), vengono indicati i territori in cui i tassi di notifica di nuovi casi negli ultimi 14 giorni è superiore a 500 persone ogni 100mila abitanti.

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Emilia Romagna in "rosso scuro": cosa cambia davvero

Secondo quanto anticipato lunedì fa dalla Commissione europea, chi rientra nel proprio Stato di residenza dovrebbe dunque eseguire il tampone, con l'eccezione dei lavoratori transfrontalieri e di quelli del settore dei trasporti. Oltre al test per la ricerca del Covid, ai viaggiatori delle aree in rosso scurso potrebbe essere chiesto di osservare un periodo di autoisolamento per un periodo fino a 14 giorni, a condizione che lo Stato membro imponga gli stessi requisiti ai propri cittadini quando viaggiano dallo stesso paese extra Ue. L'obiettivo è ovviamente fare in modo che il virus circoli il meno possibile tra i vari Paesi europei anche e soprattutto per bloccare le varianti di Sars-Cov-2 che si stanno diffondendo in molti Paesi. In realtà, come spiega EuropaToday, la proposta della commissione altro non è che un aggiornamento della raccomandazione varata lo scorso ottobre e mai attuata dagli Stati membri.

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Nello specifico, chi proviene da una zona rosso scuro (ossia il colore assegnato alle regioni considerate più a rischio), dovrebbe isottoporsi a un test preventivo prima di prendere un volo, e poi restare in quarantena per almeno una settimana. Ma in diverse parti d'Europa queste misure sono in realtà già applicate. In Belgio ad esempio è previsto l'obbligo di quarantena per chiunque arrivi dall'Italia, considerata nel suo insieme una zona rossa, senza distinzione alcuna tra le diverse regioni italiane. "Ora - scrive EuropaToday -, proprio per evitare situazioni come questa, ossia di un Paese Ue che limita indistintamente i viaggi verso e da un altro Stato membro, i leader Ue all'ultimo summit di Bruxelles hanno chiesto alla Commissione di presentare una proposta per garantire i minori contraccolpi possibili al turismo (dato che tra febbraio e inizio aprile in alcuni Paesi Ue ci saranno fino 3 settimane di ferie), ma anche e soprattutto all'economia nel suo complesso, in particolare per i trasporti e i lavoratori transfrontalieri". 

Quelle dell'Ue sono raccomandazioni che finora non tutti gli Stati hanno seguito, ma ora qualcuno potrebbe cominciare a farvi affidamento. In Italia sono finite in "rosso scuro" tre regioni e una provincia autonoma, ma basta dare un'occhiata alla cartina per capire che non siamo affatto il Paese più penalizzato (si guardi ad esempio ai casi di Spagna e Svezia o all'Irlanda del Nord). 

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