Epidemia galoppante nel mondo

Epatite acuta nei bambini, crescono i casi: "Abbiamo un protocollo specifico"

INTERVISTA Il direttore della Pediatria d’urgenza e del Pronto soccorso pediatrico del Sant’Orsola Marcello Lanari fa chiarezza: "Se non c'è corrispondenza con le epatiti che conosciamo facciamo esami specifici. Pochissimi i casi gravi nel mondo"

E' stata definita "epidemia galoppante" quella che sta preoccupando pediatri e virologi di tutto il mondo per quel centinaio di casi che sono stati registrati, alcuni dei quali (molto pochi) anche in Italia. "Un'allerta più che un allarme - precisa Marcello Lanari, direttore della Pediatria d’urgenza e del Pronto soccorso pediatrico del Sant’Orsola - che riguarda un numero superiore del normale di epatiti di causa infettiva ma sconosciuta. La diffusione di questi casi riguarda principalmente il Regno Unito, con episodi in Scozia e in Irlanda, ma anche in Danimarca e Olanda". In Italia si conterebbero due o tre casi. 

E' sorveglianza aperta dunque per quella che è chiamata epatite acuta pediatrica? Quali sono i sintomi da tenere d'occhio?

"Sì. Stiamo seguendo le indicazioni del Ministero della Salute e della Regione Emilia-Romagna e ci comportiamo basandoci sul protocollo interaziendale e metropolitano (la task force di cui si è parlato) che nel caso in cui bambini al di sotto dei 10 anni abbiano segni clinici quali dolori addominali, febbre, nausea e vomito, diarrea e soprattutto se associati a ittero (non solo colorazione della pelle ma anche della sclera dell'occhio) con urine scure e feci chiare, allora siamo tenuti ad effettuare ulteriori approfondimenti". 

Di cosa si tratta? Sono esami invasivi? 

"Oltre agli esami di base ci spingiamo a testare la funzionalità epatica attraverso un semplice e non invasivo prelievo che ci dia indicazioni sul livello delle transaminasi e della birilubina. Se le transaminasi risultano superiori a 500 avviamo una ricerca su tutte le epatiti conosciute e predisponiamo il ricovero in ospedale. Poi il bivio: se il test è positivo ed è una di quelle virali acute, viene identificato l'agente causale noto e facciamo un trattamento su dieta e idratazione; qualora fosse negativo (e quindi non corrisponde alle infezioni che conosciamo) siamo di fronte a un'epatite acuta sconosciuta e allarghiamo così l'approfondimento escludendo anche patologie non infettive, per esempio metaboliche o legate a un'intossicazione del fegato".

Epatite acuta: due casi in Emilia-Romagna 

Si tratta di una epatite quindi che non trova classificazione fra la A e la E, corretto?

"Esatto. Specifico che in pediatria abbiamo comunemente delle forme di epatite acuta che per le quali non riusciamo a identificare la causa, ma questo non ha mai destato allarme. Ora però, siccome nel Regno Unito ci sono stati casi numerosi e ravvicinati, collegati in pochi casi a un'insufficienza epatica grave (tanto da rendere necessario un trapianto) è stata appunto avviata una procedura particolare e lo speciale protocollo che coinvolge gli specialisti del Sant’Orsola e dell’Ausl, volto all’individuazione di eventuali casi anche nel nostro territorio".

Potrebbe esserci un collegamento fra il covid, il vaccino da covid e l'epatite acuta pediatrica? 

"Da escludere. E' stato già ribadito da ogni organismo che non esiste correlazione con il vaccino. E neppure col covid, salvo constatare che alcuni bambini affetti da questa malattia siano anche stati affetti dal virus". 

Si è parlato anche di adenovirus...

"Anche gli adenovirus che a mio parere c'entrano poco (si tratta di virus molto comuni che sono generalmete a carico delle vie aeree ndr), perchè hanno circolato ma senza dare problemi...". 

Rassicurazioni? 

"Assolutamente sì. Qualche bambino con una prognosi grave nel mondo c'è stato, ma sono veramente numeri molto, molto ridotti le insufficienze epatiche gravi". 

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La circolare del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha emanato la circolare per "Casi di epatite acuta a eziologia sconosciuta in età pediatrica", segnalati inizialmente dal Regno Unito all'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il documento riporta l’aggiornamento della situazione epidemiologica, le definizioni di caso attualmente in studio da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’attuale valutazione del rischio, le azioni intraprese a livello nazionale, le indicazioni per la segnalazione dei casi e le raccomandazioni per la gestione dell’evento in oggetto.

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