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Bocciata alla maturità in Dad: Tar le dà ragione, esame da rifare

Il caso di una studentessa in commissione al Galvani che ha effettuato la prova da privatista

Il Covid ha cambiato anche le regole degli esami di maturità per i cosiddetti privatisti. E con queste nuove regole, lo scorso settembre a Bologna una studentessa si è ritrovata bocciata dai commissari d'esame del Galvani.

Però non si è data per vinta ed è riuscita a conquistare al Tar dell'Emilia-Romagna l'annullamento del suo voto. I giudici amministrativi ordinano infatti all'Ufficio scolastico regionale di nominare nuovi commissari d'esame per farle ripetere l'esame di Stato.

In sintesi, al ricorso al Tar si era arrivati perché alla studentessa era stata spedita in ritardo, e per di più incompleta, la traccia scritta per realizzare l'elaborato su cui si sarebbe basato l'esame orale finale.

E sono queste, appunto, le nuove regole Covid per la maturità dei cosiddetti 'candidati esterni' dell'anno scolastico 2019-2020: dopo la prova scritta, va preparato un testo seguendo una traccia che doveva arrivare a casa tra il 21 e il 24 agosto scorso (e da rispedire ai docenti entro cinque giorni). Alla studentessa è arrivata invece il 25 e lei se ne è accorta solo il 3 settembre parlando con altri privatisti che invece avevano avuto tutto il materiale.

Al che si è fatta spedire i documenti mancanti (un testo in latino su cui doveva effettuare un confronto con uno in greco da tradurre), solo che a quel punto le è mancato il tempo per completare il 'compito' entro il termine fissato. Il 9 settembre, poi, davanti ai commissari il suo orale sarebbe durato meno dei 60 minuti previsti dalla normativa. Ma su questa contestazione il Tar non si è pronunciato: per dirimere la questione è bastata la faccenda del materiale mandato tardi.

L'amministrazione scolastica si è opposta chiedendo di non annullare la bocciatura, ma il collegio della prima sezione del Tar ha rilevato che "è fondato" il tema della "illegittimità del giudizio" d'esame emesso dalla commissione istituita al liceo Galvani e che aveva assegnato un voto finale inferiore a 60. E questo perché appunto la studentessa ha avuto tardi e incompleta la traccia a differenza degli altri candidati.

C'è stata dunque una "disparità di trattamento" che ha significato meno tempo per produrre l'elaborato richiesto. Il presidente della commissione d'esame non ha contestato queste obiezioni della studentessa (si è limitato a dire che la 'falla' è stata dovuta a "incombenze di esclusiva competenza della scuola"), ma avrebbe confermato la bocciatura.

Perché, come si legge nalla sentenza, ha sostenuto "la sostanziale trascurabile 'incidenza della discussione dell'elaborato sulla prova complessiva d'esame in rapporto a tutte le altre fasi della prova orale, avendo la candidata sviluppato una resa nettamente lacunosa in ognuna di esse'".

Dunque le "irregolarità procedimentali" avrebbero una "trascurabile rilevanza" a fronte di "una prova orale della candidata che ha oggettivamente evidenziato una preparazione largamente lacunosa e insufficiente". Ma per i giudici è "evidente che la ricorrente non abbia potuto affrontare la prova d'esame fruendo degli stessi mezzi didattici e degli stessi tempi di preparazione e redazione dell'elaborato" degli altri candidati esterni.

Di qui la decisione di annullare il verbale e l'indicazione all'ufficio scolastico di provvedere "con urgenza e nel più breve tempo possibile, a nominare una nuova commissione di esame, con componenti diversi" per farle rifare l'esame stavolta rispettando i termini della consegna del materiale. (Mac/ Dire) 

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