Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Licenziamenti nei centri per l'impiego: esuberi congelati, si cercano risorse

Oggi a Palazzo Malvezzi Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno ribadito la richiesta di ritiro dei licenziamenti per salvaguardare professionalita, occupazione e per non depotenziare il servizio reso dai Centri

Licenziamenti nei centri per l'impiego? Esuberi congelati, ma solo per 11 giorni, nei Centri per l'impiego di Bologna. Per evitarli del tutto forse le strade ci sono, ma servono risorse che ora si andranno a cercare. C'e' tempo per trovarle fino al prossimo 2 ottobre. Quel giorno, infatti, Comune e Città metropolitana di Bologna, Regione, sindacati e Conform (la societa' che opera in appalto con i Centri per l'impiego) si rivedranno per dirsi se davvero si è trovato il modo di scongiurare il taglio di 30 addetti.

SOSPESA LA MOBILITA', MA SOLO IN MODO TEMPORANEO. Per il momento, dunque, la procedura di mobilita' che li riguarda e' sospesa. E' l'esito del tavolo che si e' tenuto oggi a Palazzo Malvezzi dove Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno ribadito la richiesta di ritiro dei licenziamenti per salvaguardare "professionalita', occupazione" e per non depotenziare il servizio reso dai Centri per l'impiego.

Conform ha accettato di 'fermare le macchine' "in attesa degli approfondimenti" sui salvagente e sulle risorse economiche; dovrebbe essere soprattutto le Regione a verificare se nelle pieghe del bilancio questi margini ci sono per dare gambe alle soluzioni tecniche ipotizzate oggi. Di fatto, uno spiraglio salva-addetti oggi si e' aperto. Conform 'congela' la mobilita', ma i sindacati restano guardinghi mantenendo lo stato di agitazione. E' gia' chiaro che se il 2 ottobre non uscisse una fumata bianca, scattera' la lotta dei dipendenti a rischio (sono promesse "tutte le iniziative necessarie per la riuscita della vertenza qualora l'incontro del 2 ottobre non dovesse essere risolutivo")

La deadline per evitare gli esuberi comincia infatti ad avvicinarsi: e' il 30 novembre e la Cgil non ha intenzione di lasciar correre su questo taglio. "Perdere 30 addetti significa il 30% del personale, lavoratori che operano da anni nei Centri per l'impiego e senza i quali ci sarebbe un calo significativo dei servizi", avvisa Giacomo Stagni, della Camera del lavoro. La partita di questi servizi e' legata a filo doppio agli stanziamenti della Legge di stabilita', ma il sindacato preme sulla Regione: "Potenzi questi centri e trovi le soluzioni per salvaguardare chi ci lavora", sprona Stagni. "Si sostiene tanto che le politiche attive per il lavoro e i disoccupati sono una priorita', e allora non e' possibile assistere al controsenso di perdere professionalita' e posti di lavoro proprio nei centri per l'impiego", ammonisce infine il sindacalista della Cgil. (Dire) 

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