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Alma Mater, l'opera di Montale nella bufera: 'Il Diario postumo è un falso"

Dopo annosi dibattiti, oggi i ricercatori dell’Alma Mater -Federico Condello, Ilaria Bartolini, Mirko Degli Esposti, Valentina Garulli, Francesca Tomasi, Matteo Viale - sembrano non aevere dubbi sull'autenticità dell'opera

Martedì 11 novembre, presso la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, verrà presentato il libro del filologo dell'Università di Bologna Federico Condello "I filologi e gli angeli. E' di Eugenio Montale il Diario Postumo?", che contesta l'autenticità della raccolta di liriche attribuite al poeta. Il libro sarà al centro del convegno "A carte scoperte. Eugenio Montale e il Diario Postumo: un falso?" .

I ricercatori dell'Alma Mater guidati da Condello - filologi, matematici, informatici e linguisti computazionali specializzati nella caccia ai falsari e nella authorship attribution - avrebbero quindi risolto l’enigma del cosiddetto “Diario postumo” attribuito a Eugenio Montale dimostrando che la raccolta di liriche non può essere attribuita al poeta premio Nobel.
Queste liriche sarebbero state donate alla sua ultima musa, Annalisa Cima, fra il 1969 e il 1979, e per volontà di Montale, dovevano uscire postume, a cinque anni dalla sua morte, sei per anno: a questo fine il poeta le avrebbe chiuse in undici buste sigillate di fronte a notai. A partire dal 1986, Annalisa Cima ha stupito il mondo con questo impressionante lascito letterario, che fra l’altro ci mostra un Montale a tratti speranzoso, ottimista, pieno di fiducia nella poesia e addirittura tentato dalla fede in Dio. Nel 1996, la casa editrice Mondadori ha canonizzato il “Diario postumo” come ottava e ultima raccolta poetica di Eugenio Montale.
Ci fu, allora, chi contestò l’autenticità della raccolta: e fu il grande filologo Dante Isella. Le sue accuse caddero nel vuoto, e contro di lui si schierarono autorità altrettanto indiscusse come Rosanna Bettarini e Maria Corti. La polemica infuriò per un anno, fra il 1997 e il 1998, e poi scese il silenzio: intanto, il “Diario postumo” si diffondeva in librerie, biblioteche, antologie. Nessuno da allora ha più discusso sistematicamente la paternità delle poesie.

Oggi i ricercatori dell’Alma Mater (Federico Condello, Ilaria Bartolini, Mirko Degli Esposti, Valentina Garulli, Francesca Tomasi, Matteo Viale) pare non abbiano dubbi: è un falso.

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