Blocco Euro 4, il passo indietro mette a rischio la maggioranza di Bonaccini

Igor Taruffi, capogruppo di Sinistra italiana in viale Aldo Moro: "In Assemblea legislativa non voteremo la modifica di quel provvedimento"

Il retrofront sul blocco dei motori diesel euro 4 non passa senza conseguenze. Pare che per il governatore dell'Emilia-Romagna la questione sia diventata un problema politico perchè rischierebbe di perdere per strada parte della sua maggioranza in Regione.

Taruffi: «Una sorta di 'milleproroghe' all'emiliana»

«Non siamo d'accordo su come si sta procedendo - annuncia alla Dire il capogruppo di Sinistra italiana in viale Aldo Moro, Igor Taruffi - in Assemblea legislativa non voteremo la modifica di quel provvedimento". Tecnicamente, la misura contenuta nel Piano regionale dell'aria dovrebbe essere cambiata con un emendamento inserito nella legge comunitaria, insieme alla misura che precisa anche lo stop per i caminetti. Una sorta di 'milleproroghe' all'emiliana, insomma, che dovrebbe approdare in aula entro la fine di ottobre.

I Grillini: "Se vinciamo le Regionali ripristiniamo il blocco"

Il tema delle difficoltà dei cittadini alle prese col blocco dell'euro 4 "esiste - ammette Taruffi - ma andava affrontato per tempo. Quelle misure sono state approvate nell'aprile 2017 e in quella occasione nessuno voto' contro, neanche Lega e M5s, che non erano su Marte ma presenti in aula. E si astennero", ci tiene a precisare il capogruppo Si. Detto questo, critica Taruffi, "non ci si puo' ridurre alla fine di settembre 2018 per aprire il dibattito". E la mancata comunicazione sul blocco degli euro 4 nell'ultimo anno e mezzo, punta il dito Taruffi, "riguarda sia la Regione che i Comuni".

«C'era tutto il tempo per concordare coi Comuni l'attuazione del provvedimento»

Tra l'altro, afferma Taruffi, "non stiamo parlando di un esproprio proletario, ma di limitazioni che si applicano solo nei centri piu' grandi, sopra i 30.000 abitanti, con deroghe significative". Dunque, insiste il capogruppo di Sinistra italiana, "c'era tutto il tempo per concordare coi Comuni l'attuazione del provvedimento. E' paradossale che non si siano trovate le condizioni in un anno e mezzo per informare i cittadini e stanziare le risorse per le rottamazioni". A questo punto, critica Taruffi, "tornare indietro ora determina un quadro di incertezza che non e' condivisibile. Il sistema delle relazioni istituzionali non ha funzionato, questa modalita' non puo' essere una modalita' accettabile". (Dire) 

Video: l'opinione dei cittadini

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