Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Cardiologo imputato per eutanasia, il testimone: "Ho visto la mano con la siringa"

Prima udienza per il processo al cardiologo Franco Naccarella che avrebbe praticato un'iniezione letale allo zio ammalato gravemente. Sul banco dei testimoni, un'infermiere

Imputato il cardiologo bolognese Franco Naccarella che avrebbe praticato un'iniezione letale allo zio settantenne e ammalato gravemente, avvenuto il 3 febbraio 2004.

Oggi è stato sentito il principale teste dell'accusa, l'infermiere che avrebbe visto il medico iniettare il cloruro di potassio all'uomo mentre era nella sala rianimazione. L'uomo sopravvisse all'arresto cardiaco provocato dal farmaco, e morì sei mesi dopo per cause naturali.

IL TESTE. "Ho visto la mano allungata con la siringa - ha detto - e iniettava dentro al catetere venoso centrale". L'infermiere ha spiegato che la siringa era da 20 cc, contestato dalla difesa (avv. Michele Jasonni) che ha chiesto al teste perché il dettaglio (nell'inchiesta si era sempre ipotizzato l'uso di una siringa più piccola, da 10 cc) sia emerso solo in sede di dibattimento: "nessuno me lo aveva mai chiesto" la risposta.

IL FIGLIO DEL 70ENNE. Sentito anche il figlio dell'uomo malato che ha raccontato che in famiglia non si era mai parlato di eutanasia, ma che si era affrontato il tema del non prolungare inutilmente l'agonia. Quando il pm, Augusto Borghini, gli ha chiesto se avesse mai domandato allo zio se avesse praticato l'iniezione, ha risposto "mi giurò su suo figlio che non aveva fatto niente".

LA SORELLA DEL 70ENNE. L'imputato ha sostenuto che a praticare l'iniezione mortale fosse stata la madre, sorella del paziente, allora 91enne. E che lui era intervenuto solo per bloccarla. Inizialmente il Pm Luigi Persico aveva accusato la donna di aver praticato il tentativo di eutanasia dopo aver chiesto consigli al figlio. Era stato però il Gup Pasquale Gianniti a chiedere di riscrivere l'imputazione, perché il fatto era diverso da quello contestato, respingendo il patteggiamento richiesto dalla donna e il rito abbreviato per il medico.

TENTATO OMICIDIO. L'inchiesta passò al pm Lorenzo Gestri che chiese il rinvio a giudizio per tentato omicidio volontario per il cardiologo, e l'archiviazione per la madre. Sentito oggi anche il medico legale Giuseppe Fortuni, cui il gip Gianniti aveva affidato una consulenza per capire se l'iniezione avesse capacità letale. Il medico ha spiegato che le analisi eseguite dopo l'arresto cardiaco certificano la somministrazione del farmaco, visto il tasso di cloruro di potassio presente. Ma ha anche spiegato che con una siringa da 10 cc, anche utilizzando la massima concentrazione della soluzione presente in commercio, si possono iniettare fino a 20 ml equivalenti della sostanza, e che invece la dose letale oscilla tra 60-80, tanto che per le esecuzione giudiziarie si usa quella da da 80-100.
 

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