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Pratello, nessuna traccia dell'evaso. La PolPen: 'Scapperanno ancora'

Ha scavalcato una recinzione ieri pomeriggio e ha fatto perdere le tracce. Il Sinappe: 'Dal muro perimetrale sono evasi o hanno cercato di evadere già diversi detenuti'

"Non riusciamo a rassegnarci e a placare la nostra rabbia mista a indignazione". Lo scrive in una nota il Sindacato della Polizia Penitenziaria Sinappe, dopo l'evasione di un 20enne serbo dal carcere del Pratello avvenuta nel pomeriggio di ieri e del quale al momento si sono perse le tracce. 

Il segretario regionale Gianluca Giliberti sottolinea nel comunicato: "L'abbiamo detto col senno di prima e con quello di poi e nel mentre si facevano scelte diverse relativamente, ad esempio, all’implementazione del sistema di videosorveglianza, nelle nostre molteplici note sindacali, negli incontri con l'Amministrazione centrale e periferica ed in tutte le altre occasioni possibili: da li sono scappati e scapperanno ancora. Ma l'Amministrazione, come al solito, non ci ha dato ascolto". 

Da un decennio il Sinappe chiede di adottare delle soluzioni per risolvere il problema della sicurezza dell’Istituto per Minori di Bologna "con particolare riferimento all'area dedicata al passeggio dei detenuti prossima al muro perimetrale dell'Istituto, da cui sono evasi o hanno cercato di evadere già diversi minori".

'Predisio e carenza di organico'

"Assurdo ed inspiegabile - per Giliberti - il fatto che si siano appena conclusi dei lavori di ristrutturazione dell'Istituto che non abbiano tenuto in nessuna considerazione i moniti e le accuse rivolte da questa O.S. all'Amministrazione della Giustizia Minorile. Abbiamo più volte sottolineato l'esigenza di dotare la struttura di impianti di antintrusione ed antiscavalcamento, oltre che di una postazione fissa sul muro di cinta (garitta), presidiata da sentinella, per il controllo delle attività ricreative e sportive dei detenuti minori". 

Scarso anche l'organico della Polizia Penitenziaria: "Non è possibile che a vigilare sull'area destinata al passeggio dei minori vi sia un unico poliziotto. La risposta dell'Amministrazione è stata implementare il sistema di videosorveglianza, che presenta ancora numerose falle e zone d’ombra come da noi rappresentato formalmente nel corso della recente visita all’istituto e sottrarre un'ulteriore unità di Polizia Penitenziaria al servizio operativo per assegnarla agli uffici del Centro di Giustizia Minorile".

Il Sinappa cita anche la questione del Centro di Prima Accoglienza "che drena, quasi quotidianamente, ingenti risorse umane dall'IPM, in quanto il personale ivi assegnato è assolutamente inadeguato a garantire un presidio sulle 24 ore, come fnora previsto" e conlude "nella speranza che il fuggitivo venga presto riassicurato alle patrie galere, arginando ogni eventuale tentazione di addossare la seppur minima responsabilità dell’accaduto alla Polizia Penitenziaria"

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