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Via Zamboni: contro il degrado maxi-cartellone eventi, anche a Capodanno

Domenica si parte: 22 eventi e 19 visite guidate in 11 luoghi. L'assessore alla cultura: "Pensiamo di collocare in via Zamboni anche alcune attività di Capodanno". Obiettivo "togliere l'ipoteca del degrado"

"Stiamo pensando di collocare in via Zamboni alcune delle attività che realizzeremo per il Capodanno". Lo annuncia l'assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Bruna Gambarelli, presentando il programma della prima domenica del cartellone "La via Zamboni", promosso insieme all'Università.
Si comincia il 23 ottobre con un programma tutto dedicato all'arte e, per il momento, sono già in calendario altre due date: il 13 novembre (il tema sarà la musica) e il 12 dicembre (scienza). L'idea, però, sarebbe almeno di "continuare fino al termine delle vacanza natalizie", afferma Gambarelli.

Nel frattempo, la giornata di domenica prevede 22 eventi e 19 visite guidate in 11 luoghi, con il coinvolgimento di 14 istituzioni pubbliche e private: "Questi numeri parlano già da soli del successo di questa iniziativa e della volontàdi restituire via Zamboni alla sua autenticità", sottolinea l'assessore. Eventi e visite interesseranno Kinki club, Palazzo Malvezzi de' Medici, Palazzo Magnani, Conservatorio Martini, Oratorio di Santa Cecilia, piazza Verdi, Teatro comunale, Scuola di lettere, Palazzo Poggi, Pinacoteca e Accademia delle belle arti. In programma mostre, performance dedicate a David Bowie, esposizioni, intermezzi musicali e anche un "videomapping" da proiettare in piazza Verdi.
Per quanto riguarda gli studenti, in questa prima fase sono coinvolti i goliardi, che si impegneranno come guide per un tour tra i luoghi legati alla loro tradizione. 

Il lavoro è stato "veramente impegnativo, ma crediamo che il risultato sia di grande gioia", aggiunge l'assessore: "E' un primo passo, ci siamo detti che continueremo e siamo persone serie, lo faremo". Quello che prende il via "è solo un segmento di una lunga strada e non certo l'ultimo", assicura anche Marco Antonio Bazzocchi, delegato dell'Ateneo per le iniziative culturali.

"Stiamo evolvendo su direzioni diverse e non ci accontentiamo di un unico format", aggiunge Bazzocchi: l'iniziativa prevede "non la semplice apertura dei palazzi e il coinvolgimento dei soggetti interessati, ma un mescolamento delle carte, per far sì che questi vari soggetti si incontrino ed incrocino i loro percorsi". Tutto questo per "togliere da via Zamboni l'ipoteca del degrado", afferma il delegato. (Agenzia Dire)
 


 

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