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Ex Breda, ipotesi Ferrovie per salvare l'azienda

L'annuncio del viceministro Di Maio. Il gruppo Fs entrrebbe con Bus Italia per formare nuovo polo del trasporto pubblico locale. Polemica Pd-M5S

Il viceministro Di Maio ha annunciato il coinvolgimento del gruppo Ferrovie dello Stato nella ricapitalizazione della Iia, che controlla anche lo stabilimento Ex Breda di via San Donato. Si riaccendono così ufficialmente le speranze di salvare l'azienda, anche se ora l'unico impegno sul tavolo rimane il pagamento degli stipendi fino a novembre. Della nuova compagine societaria farebbero capo, oltre a Busitalia (in quota Ferrovie, ndr) e il fondo pubblico Invitalia, anche Leonardo -ex Finmeccanica- anche se quest'ultima non ha per ora ufficializzato la sua posizione. Le quote societarie in caso all'attuale cda con a capo Del Rosso, finirebbero così ridimensionate, portando Iia nell'alveo delle indutrie a maggioranza pubblica.

"La manifestazione di interesse di Ferrovie dello Stato annunciata sui social media dal Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio è una buona notizia, che va nella direzione indicata, fin dall'inizio della vertenza dalla Fiom. Infatti, già con il precedente Governo avevamo indicato inascoltati la soluzione del polo pubblico di produzione degli autobus interessando direttamente oltre Finmeccanica, Invitalia, Cassa Depositi e Prestiti e BusItalia".

Così dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil, Bruno Papignani, segretario della Fiom dell'Emilia-Romagna e Sergio Scarpa, segretario della Fiom di Avellino. La Fiom, dicono ancora, "ritiene fondamentale ritornare subito al tavolo di confronto" al ministero dello Sviluppo economico con "tutti i soggetti coinvolti per dare certezza ai lavoratori sul piano di re-industriailizzazione e rioccupazione nei due stabilimenti di Flumeri (Avellino) e di Bologna che contano circa 541 dipendenti".

Poi c'è la politica. Il Movimento 5 stelle festeggia e punge il Pd. "Un risultato straordinario di cui siamo molto orgogliosi- lo definisce il capogruppo a Bologna Massimo Bugani- Ci dispiace per i dirigenti del Pd regionale e bolognese che da settimane stavano sperando in un nulla di fatto per poter attaccare il Governo e il M5s. Purtroppo per loro siamo persone serie e lavoriamo in silenzio per ottenere risultati concreti". Gli fa eco, sempre via Facebook, il vicepresidente del Consiglio comunale Marco Piazza. "Era quasi impossibile- afferma- risolvere lo scellerato pasticcio ereditato dal precedente governo, ma ce l'abbiamo fatta. Si tornerà  a produrre in Italia e tra qualche tempo Breda potrà esprimere il suo potenziale anche nell'innovazione". La capogruppo M5s in Regione Silvia Piccinini parla di "un'autentica doccia gelata per tutte quelle persone che ancora oggi dubitavano dell'impegno del governo su questo caso. A partire dal presidente Bonaccini che questa mattina ha addirittura messo in piedi una diretta streaming dalla California per cercare di insinuare dubbi e diffondere fake news". Adesso, scrive Piccinini, "abbia il coraggio e la coerenza di ripristinare il collegamento dagli Stati Uniti per ringraziare Di Maio e il Governo, gli unici capaci di mettere fine ad una situazione su cui fino a questo momento non si è mai voluto intervenire seriamente. Situazione in cui le responsabilità del Pd sono gravi e dirette".

Il Pd non coglie la provocazione, ma esprime soddisfazione per la schiarita, seppur con dei distinguo. Il  possibile interessamento di Fs "osannata come l'inizio di un percorso e per altro non confermata in Parlamento, va in una giusta direzione, ma sono importanti i tempi e una soluzione strutturale". L'avviso e' dei parlamentari Pd Gianluca Benamati, Carla Cantone, Francesco Critelli, Andrea De Maria e Luca Rizzo Nervo.

"Ad oggi di ufficiale- sottolineano in una nota congiunta- vi sono solamente il possibile interessamento di Invitalia e le misure sugli ammortizzatori posti in essere dai passati governi. Ma a noi non interessa la vuota polemica politica sulla pelle dei lavoratori e di un'azienda importante per il sistema Italia. Ci interessano molto i fatti e poco gli slogan". Peraltro la risposta del Mise al question time di oggi, affermano ancora i cinque eletti democratici, "ci lascia perplessi perche' non entra nel merito di una soluzione concreta, è troppo generica nei tempi e al di là di dichiarazioni a mezzo stampa non vediamo ancora documenti ufficiali". (Bil/ Dire

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