Cronaca Centro Storico / Via Orfeo

Un hotel al posto della ex caserma, gli attivisti riaprono i cancelli: "Comune intervenga"

Oggi delibera a Palazzo D'Accursio: nel piano la vendita a Cdp per realizzare comparti immobiliari misti. "Troppo poco per verde e socialità, si aspetti nuova giunta"

Foto Labas

A poco meno di quattro anni dallo sgombero di Labas dalla ex caserma Masini, alcuni attivisti hanno temporaneamente rioccupato lo stabile di via Orfeo per opporsi a un imminente voto in Comune, che ne ratificherà l'utilizzo da parte del proprietario, Cdp - Cassa Depositi e Presiti - ovvero la realizzazione di un albergo per poco meno della metà della superficie utile lorda del lotto in questione.

Un piano osteggiato a sinistra dal collettivo Labas, ma anche dall'ala più movimentista di Coalizione Civica, che nei giorni scorsi si era espressa contro il ratificando accordo di programma tra Comune e Cdp.

"Si tratta della trasformazione radicale di alcuni comparti della città - ha spiegato Coalizione in una nota -  a compimento di un lungo percorso di privatizzazione di aree pubbliche (oggi chiamata "valorizzazione"), a fronte della quale ancora troppo poco, a nostro avviso, viene restituito alla città in termini di verde, spazi sociali e di aggregazione, spazi di cura, cultura e istruzione". Inoltre "la delibera per la chiusura dell'accordo arriva a fine mandato e a cavallo di una modifica degli strumenti di programmazione, con il Piano Urbanistico Generale in dirittura d'arrivo".

La città più progressista d'Italia", così come l'ha promessa il candidato sindaco del centrosinistra a Bologna Matteo Lepore, "se vuole essere tale deve acquisire" l'ex caserma Masini "per non lasciarla all'abbandono come è stato in questi anni".

E' questa la 'sfida' posta dal collettivo Labas, ed esposta dal consigliere di quartiere di Coalizione civica Detjon Begaj. Tra l'altro "gli anni di abbandono dopo lo sgombero hanno dimostrato le difficoltà ad investire in questo spazio" che dunque "va acquisito pubblicamente", ha aggiunto il consigliere di quartiere.

Lepore: "I cittadini vanno coinvolti, non esclusi occupando l'ex caserma"

"Gli spazi non vanno privatizzati, occupandoli". Così la pensa Matteo Lepore, assessore alla Cultura e candidato sindaco sulla ri-occupazione di Labas che ha riaperto l'ex caserma Masini di via Orfeo, come segnale rivolto al Consiglio comunale che oggi voterà la delibera sull'accordo con Cassa depositi e prestiti sulle aree militari Sani, Mazzoni e appunto Masini.

"Il Quartiere Santo Stefano ha votato un Ordine del giorno, condiviso da Pd e Coalizione civica - sottolinea Lepore, rivolto ai suoi 'nuovi' alleati di sinistra, contrari all'operazione sulle ex caserme - che prevede usi temporanei per la Masini, attraverso un percorso partecipativo, se entro un anno non si trovano investitori per valorizzare l'area. E secondo me quello che dice il Quartiere con quell'Odg è la strada giusta. I cittadini vanno coinvolti, non esclusi occupando l'ex caserma. Quello è il metodo, non la privatizzazione degli spazi attraverso un'occupazione", afferma il candidato sindaco.

La controreplica: "Privatizzata? C'è chi la ha tenuta chiusa per quattro anni"

In mattinata si fa spazio anche un piccolo match tra il candidato sindaco e il consigliere di quartiere. Ed è Begaj questa volta a rispondere a Lepore. "Chi nel passato ha privatizzato l'ex caserma Masini è chi l'ha fatta sgomberare e l'ha tenuta chiusa per 4 anni in attesa che qualcuno ci facesse un albergo" chiosa l'attivista-consigliere, che in mertito all'Odg citato da Lepore aggiunge: "Sono orgoglioso di aver mediato per far passare proposte condivise in Consiglio di Quartiere ma al contempo sono orgoglioso di aver varcato di nuovo, illegalmente, il cancello dell'ex caserma Masini per chiederne l'acquisizione pubblica".

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