Cronaca

Ex caserme, passa la delibera ma scintille tra Pd e sinistra

Un emendamento di Coalizione Civica mette nero su bianco l'utilizzo publico in caso di mancanza di investimenti entro un anno

Nonostante la protesta di Labas e alcune frizioni a sinistra del Pd, il Consiglio comunale di Bologna approva il pacchetto  sulla delibera per la cosiddetta riqualificazione delle ex caserme Masini, Sani e Mazzoni.

L'ok in consiglio però passa anche da due ordini del giorno, che provano a fissare alcuni paletti sull'accordo tra l'amministrazione e Cdp investimenti: uno presentato da una parte del gruppo Pd, l'altro da Coalizione civica con il sostegno di M5s e Amelia Frascaroli.

Nell'intreccio delle votazioni, si divide il Pd (la maggior parte dei dem dà l'ok all'odg di Coalizione civica, ma cinque si smarcano) e si vivacizza il gioco delle alleanze in vista delle amministrative: se dal Pd arrivano i voti che fanno passare l'odg di Coalizione civica, la stessa Coalizione civica e il M5s votano contro la delibera.

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Nell'accordo con la proprietà "c'è ancora troppo poco che viene restituito alla città in termini di verde, socialità, aggregazione, cultura, istruzione e cura", afferma Emily Clancy (Coalizione) confermando il "no" alla delibera e annunciando l'odg che, oltre ad un pacchetto di richieste puntuali per ognuna delle tre caserme, in generale propone di tenere "aperta la possibilità di confronto con la cittadinanza e di coinvolgimento nelle fasi successive di sviluppo dei tre progetti e che, in particolare, la progettazione di tutti gli spazi ad uso pubblico sia soggetta a percorsi partecipativi per la definizione degli usi e per la loro implementazione".

L'odg, inoltre, chiede di tenere conto "delle richieste generali e puntuali di salvaguardia del verde, di riduzione dell'impatto urbanistico delle strutture di nuova costruzione, dell'aumento di dotazioni pubbliche all'interno delle tre aree sia in termini di spazi all'aperto che di edifici ad uso pubblico o sociale".

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La dem Isabella Angiuli, invece, propone un odg sull'ex Mazzoni firmato anche da Andrea Colombo, Raffaele Persiano, Federica Mazzoni, Nicola De Filippo, Francesco Errani, Simona Lembi e Rossella Lama.

Riconoscendo il lavoro svolto per migliorare il progetto iniziale, anche questo odg punta sulla necessità di mantere aperto il dialogo con i cittadini e, tra le varie cose, chiede attenzione sui risvolti legati alla mobilità e di "evitare l'abbattimento del maggior numero di alberi possibile", spiega Angiuli.

"Partiamo da una situazione in cui abbiamo spazi pubblici che non sono fruibili: nessuno li sta usando e li può usare", dichiara il capogruppo del Pd, Roberto Fattori, replicando alle critiche mosse dalle opposizioni. Oltre a quelle di Coalizione civica ci sono quelle di Dora Palumbo, candidata sindaca di Sinistra unita: "Non sappiamo ancora come continuerà la vita dopo la pandemia, bisogna ripensare tutto ed è inopportuno autorizzare ora la nascita di nuovi quartieri".

Palumbo boccia anche gli odg: quello di Coalizione civica, in particolare, risulta "un po' debole e non porta a nulla", a partire dal fatto che "chiede" ma non "impegna" la Giunta. Alla fine, la delibera passa con 20 voti (del solo Pd), otto contrari (M5s, Coalizione, Frascaroli, Palumbo, Gian Marco De Biasi, Elena Foresti) e due astenuti (Lega).

L'odg di Coalizione raccoglie 18 voti pescando tra i banchi di Pd e M5s, mentre vota contro De Biase e ci sono sei non votanti: Loretta Bittini e Persiano (Pd), Lega, Palumbo e Foresti; ma tra i dem ci sono anche tre consiglieri che non partecipano al voto ovvero Piergiorgio Licciardello, Raffaella Santi Casali e Vinicio Zanetti. Infine, l'odg di Angiuli passa con 20 voti (Pd, M5s, Coalizione) più un contrario (De Biase) e cinque non votanti (Frascaroli, Lega, Palumbo e Foresti). (Pam/ Dire)

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